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Scena 1: dialogo tra Cippman e Tomman... il solito perfavore

Giovedì 23 agosto 2012
La nostra storia è ambientata in un mondo fantasy e parla di un ‘dramma’ un po’ psicologico.
Il nostro protagonista è un ragazzo (umano) non mentalmente stabile che

 

Scena 1; dialogo tra Cippman e Tomman... il solito perfavore


“Ciao, Tomman come va?!” disse un ragazzo umano al vicino.
“Di m***a”
“Come fai a pronunciare gli asterischi?!” rispose il ragazzo stupito dalla risposta dell’amico, ma
pensando ad altro...
“Oh, ma come ti permetti brutto st****o, *****?9=()098 e 78èì9=(978090ì07u”
C’è da dire che l’-amico tomman- era un robot e ogni tanto dava dei numeri, ma lasciamo stare... è un
fantasy. Cippman, l’umano... umano appunto, si umano, un ragazzo normale, non un robot insomma,
parlò: “Senta Tomman... ha fatto la revisione annuale ai circuiti?!”
“Prima di tutto voglio precisare che non sono un robot, ma un essere umano come te. In secondo luogo
‘fanc**o allo scrittore.”
“Bah... sarà meglio che me ne vada prima che tu peggiori Tomman...” aggiunse Cippman allontanandosi
dal robot-umano...
“Aspetta!” disse Tomman: “Ho qualcosa che tu non hai!”
“Hai un portale dimensionale, un astronave?! Altrimenti non mi serve nulla.” Gli rispose l’umano
voltandosi un attimo.
“Ho un compagno d’avventure che ti accompagnerà nel lungo viaggio verso…..verso…..aspetta, ma cosa
dobbiamo fare di preciso?”
Perché hanno fatto anche i robot svitati... Perché?!?! Tu anche niente, io me ne vado.”
“Ma Giuda porco ballerino e paperino papero, mi vuoi ascoltare? Che ne dici se oggi il giorno giovedì
23 agosto 2012, tu e io facciamo un viaggio intorno al mondo senza apparente motivo?”
“Assolutamente NO!!” aggiunse il ragazzo umano: “Tra poco inizia l’astro-scuola e devo fare i compiti
di matematica, ancora...”
La scena si conclude che Tomman e Cippman si salutano a distanza poi ognuno va per la sua strada (per
ora).

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Scena 2: Evento inaspettato per movimentare questa NOIOSA vicenda.

Scena 2: Evento inaspettato per movimentare questa NOIOSA vicenda.


parte 1:
“Oh no! Ho rovesciato il succo d’albicocca!” esclamò Tomman.
Erano le 22.41 del giorno 23 agosto 2012. Fuori dalla casa in cui abitava quel mezzo robot (MEZZO
ROBOT, NON ROBOT COMPLETO, SIA CHIARO! CHE POI UNO SI
CONFONDE E…..lasciamo stare) era caldo, terribilmente caldo.
Finalmente si presentava l’occasione della sua vita. Viaggiare. Viaggiare ovunque e senza meta. In
questo mondo a lui strano, così misterioso.
Aveva vissuto da sempre in uno schifoso paesino di nome Uiaei. Viveva solo, senza famiglia, tant’è che i
pochi sentimenti umani che aveva erano diventati asciutti, senza nessuna scintilla viva, senza niente. Non
aveva amici, solo un ragazzetto di nome Cippman che si atteggiava da protagonista di un libro fantasy.
Che irritante.
Ma ora basta. Ora partiva, senza nessun rimpianto. Partiva.


parte 2:
“mmm *SBADIGLIO* mmm, vai per oggi basta compiti di matematica, sono sui libri da almeno 3 ore e ho fatto almeno un terzo
degli esercizi globali ahahah, mi complimento da solo!!
Computer sto arrivando!!” pensò e poi esclamò il solitario,
sognatore e un po’ megalomane, Cippman... perdonatemi ma non è ancora il momento di citare le sue
origini. Posso solo dire, come autore che conobbe Tomman a Uiaei, quando arrivarono degli strani
agenti con un furgone scuro a scaricare un ‘cyborg’, un ragazzo mezzo robot, mezzo umano.
Mentre Cippman stava accendendo il computer, bussarono alla porta. Il ragazzo rimase perplesso... i
suoi ‘compagni dell’astro-scuola’ non potevano essere, forse Tomman... ma era mezzanotte, quindi un
po’ tardi per il cyborg... Bussarono ancora e l’umano si precipitò, guardò dallo spioncino e notò una
misteriosa figura incappucciata: “Se è uno scherzo di halloween in anticipo... vi suggerisco di ripassare
il 31 ottobre...” disse il ragazzo con un po’ di timore. Non ottenne risposta, vide solo i chiavistelli della
porta aprirsi da soli e lasciare che si spalancasse... Cippman ebbe paura.


parte 3:
Tomman uscì di casa e partì. Senza un bagaglio, perché i cyborg non portano mai i bagagli.
Erano esseri senz’anima umana: o meglio con mezza anima umana. Dei mostri.
La gente del paesino era ignorante, non capiva nulla. Tomman si sarebbe trovato meglio lontano da qui.
Aveva pianificato il tragitto per arrivare al cancello che separava Uiaei dal resto del mondo. Varcato
quel cancello, sarebbe stato finalmente un uomo libero... o quasi.
Il cancello era chiuso a chiave. Il povero Cyborg non sapeva dove fosse questa chiave, per questo aveva
ideato un piano. Sarebbe andato da quel ragazzino irritante, perché possedeva una chiave che apriva tutte
le porte del mondo, e lui doveva prenderla. Fu a casa del Cippo in un battibaleno, e notò che la sua porta
era aperta.


parte 4:
C’era un innaturale buio che copriva il volto dell’incappucciato. Cippman era impaurito da ciò e faticò a
parlare: “Salve, viandante, cercate qualcuno o qualcosa?!”
“Io cerco te, Cippman!” disse con voce profonda la tenebrosa figura che si stagliava sulla soglia della
porta: “Ma dai, mi hai trovato! Ahahah! E che potrei fare per lei?!”
“Seguirmi!”
Ma dai, uno sconosciuto incappucciato mi ‘sveglia’ (ero al pc) nel cuore della notte, senza un valido motivo pretende che lo segua chi sa dove.
Mi dia un valido motivo per farlo!” rispose diplomaticamente Cippman.
“Ti basti sapere che presto potrebbe avvenire la fine di questo mondo e tu sei l’unico in grado di
fermarla!” disse con voce profonda l’incappucciato.
“Banale, dicono tutti così ormai, anche i venditori ambulanti più pigri!”
“Dovevo inventarmi qualcosa di più... fa niente vieni, è un ordine o dovrò ucciderti!” lo strano figuro
obbligò ‘gentilmente’ il ragazzo a seguirlo.
“Ma certo che vengo...” disse Cippman fingendo entusiasmo e anticipando il figuro nero e scendendo
sul marciapiede, poi si voltò e disse: “...dov’è che si va?!”
Ci fu un fischio uno stridio metallico e dal nulla in cielo comparve una sorta di astronave color cielo, si
mimetizzava perfettamente.
“Si va su Ferjg, umano!” e pronunciate quelle parole i due vennero tele-trasportati a bordo dell’astronave
che sparì subito come era comparsa, con un rumore.


parte 5:
La casa era vuota di ogni presenza umana. L’arredamento era stravagante, perché conteneva soltanto un
letto, una cucina e un tavolo con sopra un computer.
La cucina era piena di vecchi libroni antichi con titoli di ogni genere: Manuale della perfetta battuta- Storia
della galassia- Carte galattiche- Come conquistare una dragonessa in 5 e semplici mosse
e molto altro. “Non sapevo
che il Cippo fosse così perverso” pensò il cyborg, e cominciò la ricerca della chiave. Ma sebbene
avesse messo sottosopra l’intero monolocale e distrutto un tavolo per sbaglio, non riuscì a trovare la
chiave. “Ma dove può essere una chiave che apra un cancello?” pensò esasperato il cyborg, che non
sapeva dove cercare; si sdraiò sul pavimento per la fatica, e solo allora notò una botola nel soffitto.
Cosa?


parte 6:
“Ok, devo ammettere, tizio incappucciato che sei molto convincente!”
“Non fiatare e seguimi umano, dobbiamo raggiungere il ponte dell’astronave dove ci attende il
capitano!” ordinò la creatura oscura ancora incappucciata. L’astronave appariva come un ammasso di
corridoi illuminati da luci al neon. Un ambiente molto futuristico.
Giungemmo al ponte dell’astronave dopo pochi minuti e quando fu lì: “Salve Cippman, ti stavo
aspettando!” disse il comandante dell’astronave.
“Io no, comunque perché voi alieni mi avete rapito nel cuore della notte, senza preavviso ne nulla?!”
“Era proprio quello di cui ti stavo per parlare umano!” rispose il comandate, una figura con uno strano
cappello che sembrava da pirata e stava seduta su una imponente poltrona dando le spalle a Cippman.


parte 7:
C’era una botola, e lui non era stato consapevole sin dall’inizio della sua presenza.
Ora, con i suoi bracci allungabili poteva aprire la botola, ma lui non ne possedeva.
La sua costituzione era formata da una gamba normale e una robotica, i bracci completamente umani e
un occhio di luce rossa e un altro normale con l’iride rossa.
Il resto era tutto umano. Così decise di prendere una sedia, salirci, e aprire la maledetta botola, solo che
scoprì una cosa inquietante. Appena entrato nella pseudo soffitta notò che la tappezzeria, era composta
da corpi in decomposizione che stringevano una chiavetta USB.
I corpi appartenevano a esseri umani, probabilmente uccisi da Cippman nel tentativo di proteggere la
chiave universale, ma ora lui non c’era e così la prese e scappò via dalla casa.


parte 8:
“Cippman ti abbiamo prelevato per un semplice motivo!”
“Quale?!”
“Tu devi salvare sia il nostro che il tuo mondo!”
“Ma dai... quando me l’ha detto il tizio incappucciato credevo fosse una balla!”
“No purtroppo è vero e ti spiegherò anche il perché!” aggiunse il comandante: “Tanti anni fa lanciammo
sulla terra (Kov) un oggetto arcano chiamato ‘chiave universale’. Stranamente i nostri sensori l’hanno
rilevata nella tua soffitta...”
“Strano, la soffitta non l’aprivo da anni!” detto questo il comandante rimase un attimo senza parole, poi
aggiunse: “La chiave doveva essere protetta e salvaguardata dai Mostremoni. Per questo fu dotata di un
sistema di autodifesa a impulsi elettroquantici.”
Ho tante domande da fargli... ma da quale parto?! Cosa sono gli impulsi elettroquantici?!”
“È una tecnologia troppo complessa per voi umani.”
“Ah ok! Più tardi glielo avrei chiesto di nuovo... ma ora era meglio andare avanti con le domande. Cosa sono i Mostremoni?”
aggiunse il ragazzo.
“I mostremoni sono delle creature di un pianeta lontano e malvagio che vogliono la chiave universale
per dominare appunto l’universo. Sono una sorta di muta-forma che vivono nell’oscurità... ma temiamo
che si siano evoluti e stiano progettando qualcosa di colossale e terribile. Per ora il sistema di
autodifesa della chiave ha funzionato... nel caso non ti consiglio di aprire la tua soffitta... almeno per un
bel pezzo.”
“Ok chiaro, avete recuperato la chiave... ma perché anche me?!”
“Allora... la chiave originale, col dispositivo di autodifesa quasi scarico è stata recuperata e sostituita
con una chiave banale dalla forma simile (una del cancello di Uiaie) che potrebbe ingannare chiunque...
Te sei stato prelevato perché sei un umano da proteggere: se i mostremoni arrivano senza rilevare la
presenza della chiave, il loro primo bersaglio sarai tu, Cippman, e finché possiamo noi del Comitato
Spaziale di Ferjg non lasciamo morire le altre inconsapevoli creature dell’universo!”
“Quindi, ora che sono consapevole...”
“Non ti preoccupare, sei al sicuro per ora!”


parte 9:
Tomman si era domandato, in questi anni, come sapeva dell’esistenza della chiave e come possedeva la
certezza che era un ricordo tangibile e non mera immaginazione.
Nessuno aveva mai detto una cosa del genere al cyborg, e così la risposta si era definita: è così e basta.
Ma ora tutte le domande e le risposte si perdevano nel fragore della gamba destra metallica che correva
insieme all’altra, in direzione del cancello.
E finalmente ci arrivò e riuscì ad aprirlo. Vide una lunga strada che portava ad una luce chiamata libertà.
Nella sua mente. In verità vide tenebre, nerissime tenebre che sembravano non finire mai e allora l’ansia
salì, un antico terrore assopito riemerse nel cuore e per la prima volta, Tomman provò terrore, vero
terrore: Dalle tenebre emerse una voce :”DOVE VAI?” disse.
NON VOLEVI FUGGIRE?


parte 10:
Il comandante della nave ordinò che l’umano fosse condotto in un abitacolo dove avrebbe trascorso il
resto del viaggio. Il ragazzo fu d’accordo e inconscio di chi fosse l’equipaggio della nave e chi fosse il
comandante venne condotto nel suo abitacolo.
“Il viaggio durerà circa 2 ore terrestri, non tanto!” mi disse l’incappucciato che mi aveva prelevato e
anche scortato fino all’abitacolo.
“Grazie!” disse l’umano aggiungendo: “Avrei molte domande da fare, ma le serbo per un’altra volta!”
“Non ti preoccupare, presto avrai risposte, quando giungeremo a Ferjg...”
Il ragazzo chiuse la porta dell’abitacolo e si avvicinò alla brandina per schiacciare un pisolino.


parte 11:
“Chi c***o sei?” urlò Tomman. Nelle tenebre non trapassava un filo di luce tantomeno un volto. “Ma
come? Possibile CHE TU NON Mi conosca? Eppure lo dovresti sapere bene
” Disse
piano la voce, profonda come il buio che circondava il cyborg, che replicò: “Perché nessuno mi lascia
andare? Perché devo essere sempre bloccato da qualsiasi cosa?”
Io non ti sto bloccando, sei te che rimani fermo lì. e parla piano che svegli
tutti

“E dove posso andare in mezzo a queste tenebre?”
Se ti fidi di me, immergiti nelle tenebre e andrai fuori da qui
“Non so perché, ma provo una sensazione di calore per te”
Fai bene!. Ora, quando sarai dall’altra parte chiedi di Zackaria. Ti aiutera’
nel tuo cammino
” Tomman s’immerse nelle tenebre e non fu una sensazione terribile… ma fu
come una cascata rilassante. Mentre le tenebre coprirono i sensi del cyborg, si sentì la misteriosa voce:
Mi raccomando, ritrova te stesso e crea la tua strada, mostremone!”.


parte 12:
Quando arrivarono al pianeta Ferjg e la nave ormeggiò nell’astroporto del posto, Cippman notò che le
creature che componevano l’equipaggio erano per la maggior parte simili ad umani, ma c’era anche
qualche alieno (creature un po’ strane e indescrivibili). Arrivati, il comandante (una creatura che
apparentemente sembrava un umano) mi disse: “Ragazzo questo è Ferjg! Dobbiamo fare riferimento al
Comitato Spaziale, se vuoi puoi venire con noi oppure esplorare un po’ il posto.”
“Comandante, avrei bisogno di risposte a molte domande, insomma di una guida!”
“Hai ragione, sebbene voi umani siate ancora poco evoluti è giusto che tu capisca, ragazzo! Riul fai da
guida al ragazzo finche stiamo qua!” ordinò il comandante.
Riul ovvero il solito tizio incappucciato si avvicinò: era stranamente incappucciato anche di giorno e il
buio che doveva lasciare posto alla luce per mostrare il volto... non spariva.


parte 13:
Tomman si ritrovò disteso su un prato fiorito. La chiave universale era rimasta dentro le tenebre
sebbene stentava a ricordare dell’esistenza di quella massa abnorme di buio.
Si alzò e dietro di sé vide la collina dove era posata la cittadella di Uiaei, e si rese conto di averla
abbandonata in qualche modo; davanti a lui si estendevano colline fiorite, strade pulite e naturali,
composte perlopiù da sassi e sassolini. In particolare c’era una strada che portava a destra e proseguiva
verso un tempio su una montagna che spiccava in quell’agglomerato di colline. All’improvviso gli
vennero in mente due parole, chiare e concise: Zackaria e mostremone. Aveva l’impressione che se
voleva proseguire nel suo viaggio, doveva incontrare questa persona e conoscere il significato del
termine “mostremone”. E la strada che portava al tempio avrebbe dato le risposte.


parte 14:
Cippman seguì Riul fino ad una sorta di taverna futuristica (un bar) lì si misero ad un tavolo e l’umano
cominciò con le domande: “Chi siete voi e com’è iniziata tutta questa storia?”
“È una storia lunga, ma visto che abbiamo tempo...” rispose Riul: “Tempo or sono dei grandi scienziati
interplanetari avevano inventato e realizzato un artefatto chiamato ‘chiave universale’. Questo oggetto
conferiva a chi lo possedeva enormi poteri, come quello di aprire tutte le porte davanti a sé... e non solo
quelle materiali. Il Comitato Spaziale Interplanetario decise che tale artefatto era troppo pericoloso, ma
che allo stesso tempo sarebbe potuto servire contro nemici estremamente forti che avrebbero potuto
attentare al trattato di pace interplanetario. Con un ipotetico complotto venne fatto sparire l’oggetto dai
servizi segreti interplanetari e per anni non si seppe più niente fino a qualche anno fa. Le spie dei servizi
segreti interplanetari notarono un’ingente movimento di forze da parte dei Mostremoni verso il pianeta
Kov, il tuo pianeta d’origine, Cippman. Scoprimmo perciò l’esistenza della ‘chiave universale’ in una
zona remota di quel pianeta, più precisamente nella tua soffitta. Fu immediata la missione di recupero di
tale oggetto con l’appoggio dei servizi segreti e del comitato spaziale: fortunatamente i servizi segreti
furono stati previdenti e avevano dotato l’oggetto di una sorta di ‘anti-furto’ che uccideva all’istante
qualsiasi forma vivente e disattivava qualsiasi forma robotica che ne entrasse in contatto... l’autonomia
dell’antifurto, però era relativa e abbiamo dovuto aspettare almeno due o tre anni prima di agire per il
recupero fisico della chiave universale tramite apposite apparecchiature. In quanto a noi oltre ad essere
incaricati del recupero dell’oggetto e della tua protezione facciamo parte del comitato spaziale di Ferjg,
un’associazione para-militare e para-servizi segreti locale...”
“Interessante...” commentò Cippman.


parte 15:
La strada era lunga, tortuosa e insidiosa ma riuscì ugualmente ad arrivare al picco della montagna dove
c’era il tempio (il tragitto durò un giorno intero).
Il tempio aveva la forma di una sfera cromata di grigio ed era retta su un gigantesco piedistallo e non
c’erano né finestre né altre entrate, solo una grossa entrata senza porta.
Tomman entrò, e vide una ragazza sui 14-15 anni con una tunica azzurra che pregava.
Aveva gli occhi chiusi e non vide avvicinarsi il cyborg, se ne rese conto solo quando lui proferì parola:
“Cerco Zackaria. Sai dove posso trovarlo?”
“Sono io! Mi chiamo Zackaria Matara Rajanov.”
“Mi è stato detto di cercarti”
“E chi mi vuole?”
“….Non lo so. Ma non è importante. Mi sai spiegare cos’è un mostremone?”
La ragazza ebbe un sussulto: “Come fai a conoscere questo termine?”
“Dimmelo e basta, per favore.”
“I mostremoni sono creature provenienti da un’altra dimensione. Sono stati creati da un buco nero
chiamato dagli stessi mostremoni , Dio; Appena arrivati in questa dimensione si sono stabiliti su un
pianeta popolato da contadini , dopodiché si sono spostati su altri pianeti molto più evoluti. Essi
possono nascondersi nel buio, nell’assenza di luce e possono assumere qualsiasi forma per poche ore;
sono qui da due millenni e vogliono andarsene perché è finita la materia prima che li nutriva: il gufr.
Vogliono possedere la ‘chiave universale’ che consente di aprire non solo porte materiali… ma anche
finestre che si affaccino su nuove realtà.”
“Uh, io ho perso la chiave dentro l’ombra. Devo andarmene da questo pianeta al più presto, se non
voglio ricorrere alle loro ire.”
“Giovane cyborg…non so di cosa stai parlando.”
“Nulla, mi potresti spiegare un modo per andarmene via da questo pianeta?”
“Quale pianeta?”


parte 16:
“Che posto è Ferjg e le città?”
“Ferjg è un pianeta che fa parte del sistema di Ghaer... qua si incontrano varie specie e creature evolute
che voi umani chiamate alieni: ne esistono dai più strambi a quelli che hanno caratteristiche
antropomorfiche. Ferjg è un pianeta abbastanza piccolo, si pensi che questa e solo altre poche città sono
importanti e dotate di spazioporto... nell’entroterra vivono la maggior parte delle creature native, delle
creature che noi chiamiamo Fherjans. Come noterai su questo pianeta tutti rispettano la ‘pace
intergalattica’ e pertanto solitamente è un posto tranquillo... in casi estremi, quando ci sono degli
scontri o altro, esistono il Comitato e l’Associazione dell’Ordine, una sorta di quella che sul tuo
pianeta, Cippman, può essere chiamata ‘polizia’.”
“Una buona organizzazione, quindi, che manda avanti il tutto senza creare scontenti... sembra un’utopia.”
“Non è un’utopia anche perché non è un organizzazione completa al 100% , ma al momento sembra
funzionare e usiamo questa: inoltre si sono ridotte notevolmente le azioni di pirateggio spaziale...”


parte 17:
“Come quale pianeta? Intendo Kov, il mondo dove noi….”
“Non ti sei accorto che tutto questo non è reale, Tomman?”
“Pensavo che tu non mi conoscessi”
“Pensi male a troppe cose.” Il cyborg rimase senza parole, come poteva essere irreale tutto ciò che era
intorno a lui?
“Ti stai sbagliando, io sono sicuro che tutto ciò è reale!”
“Hai mai visto una persona nel tuo paesino?”
“Cosa?”
“Ti ho detto: hai mai visto qualcuno nel tuo paesino?”
“Io…” Aveva ragione. Oltre a Cippo, in questi 16 anni di vita non aveva mai visto una persona in vita sua e
il bello è che se ne rendeva conto solo ora, come se fosse stato risvegliato da un incantesimo.
“Tutto ciò che vedi è composto completamente da ombra. E l’ombra che hai incontrato era parte del
pianeta, la stessa che ti ha impiantato dei ricordi fasulli. Ma non ti preoccupare, anche a quel tuo amico
è stata manomessa la memoria.”
“E quindi?”
“Sei stato allevato per un compito preciso. E rinchiuso in un pianeta mostremone.”


parte 18:
“Chi sono i mostremoni, di preciso... e cosa c’entrano con me?!”
“I mostremoni per quanto si può leggere dai database sono delle creature muta-forma provenienti da un
lontano pianeta: abbiamo avuto a che fare con loro tempo fa e anche sul tuo pianeta, Kov, Cippman.
Abbiamo notato che la loro proprietà di muta-forma dura solo qualche ora e poi riprendono il loro vero
e poco credibile aspetto: sono come delle ombre, quasi incorporei talvolta, ma nonostante tutto
occupano uno spazio e sono a loro modo vivi.
Dal loro comportamento, abbiamo capito che cercavano la ‘chiave universale’ e i servizi segreti ci
dettero maggiori informazioni a riguardo: ci dissero che i mostremoni cercavano la ‘chiave universale’
per dominare sull’universo e che erano creature pericolose... fatto che venne inevitabilmente
confermato nell’assalto al pianeta Cerhad da parte di queste creature... fu uno scontro terribile e
nonostante le ingenti perdite, Cerhad riuscì a respingere l’avanzata di questi mostremoni...
personalmente non ho mai incontrato un mostremone e spero di non doverne mai trovarne uno.” Riul
fece una breve pausa per mandare giù un sorso di un’astrobevanda che assomigliava tanto alla birra: “I
mostremoni assaltarono Kov qualche anno fa, ma dato che non faceva parte della confederazione dei
pianeti sotto la tutela del Comitato Spaziale Intergalattico non intervenimmo subito. Agimmo solo dopo
la scoperta della ‘chiave universale’... e per quanto ne sappiamo, i mostremoni grazie alle loro doti di
mutaforma può darsi che si siano mescolati agli umani, o che abbiano fatto sparire solo quelli più
importanti per assumere il controllo di quel pianeta, o che ne so (le ipotesi sono varie)... Tu Cippman
sei l’umano che è stato a contatto per più tempo con la ‘chiave universale’ ignorandone l’esistenza, ma i
mostremoni erano già in casa tua quando siamo arrivati noi... ignoriamo il perché tu non sia stato
aggredito dai mostremoni, forse non ti ritenevano una minaccia, fatto sta che sparita la ‘chiave
universale’ sarebbero venuti a cercarti e abbiamo deciso di proteggerti...”
“Grazie per la protezione... sapete per qualcosa del cyborg Tomman, il mio vicino di casa?!”


parte 19:
“Compito preciso? Pianeta mostremone? Che diavolo dici?” Tomman era turbato. La sua vita a quanto
pare era stata una recita, un illusione. Di chi si poteva fidare?
“Non ti agitare e ascoltami. I pianeti mostremoni sono copie di altri pianeti già esistenti. Esiste una
copia di Kov, Ferjg, Alanovia, Saaka e altri ancora.”
“Significa che io e Cippman non abbiamo mai vissuto una vita vera! Dobbiamo avvisare il mio vicino di
casa e scappare da qui!”
“Cippman non si trova qui.”
“E dove sarebbe andato. Non può mica andarsene da questo pianeta.”
“Prima ti ho detto che al tuo amico era stata ritoccata la memoria come fecero a te.
Con l’unica differenza che a Cippman non era stato corrotto nulla. Semplicemente era stata innestata
un’idea.”
“…Idea?”
“Si. Prova a indovinare, se i mostremoni ti hanno impiantato i sentimenti d’amicizia verso quell’umano,
a lui cosa avranno fatto?”
Tomman esitò e quello che riuscì a trarre fu atroce.
E lo disse: “Lui non è mai stato nel mio pianeta. È nel vero pianeta Kov con l’idea di avermi sempre
conosciuto!”


parte 20
“Tomman, un cyborg?! Rilevammo nel vicinato di una sorta di stranissima creatura, un mostremonecyborg-
umano... credo che sia lui Tomman. La prima volta che lo rilevammo col radar ci prendemmo un
bello spavento, per fortuna non sembrava essere una creatura minacciosa o malvagia, ma qualcosa creato
allo scopo di comunicare... da parte dei mostremoni. Forse volevano dirci qualcosa, ma avevamo la
missione di recupero in corso e dovevamo svolgerla. Ti dirò anche un’altra cosa riguardo a quella strana
creatura che chiami Tomman, essa è reale e finta allo stesso tempo, come se fosse una proiezione
olografica, ma viva e comandabile a distanza: non so come spiegarlo di preciso ma abbiamo avuto il
presentimento che fosse come se quel cyborg si trovasse in due parti dell’universo
contemporaneamente su un luogo molto simile a Kov.”
“Allucinante!” commentò Cippman.
“In effetti... questo punto ha allargato i nostri orizzonti sulla conoscenza dei mostremoni, ma se quelle
creature sono veramente capaci di fare una cosa del genere senza l’aiuto della ‘chiave universale’
possono essere degli avversari temibili!”
“Metti caso i servizi segreti dei quali hai parlato ne sanno qualcosa in più!” insinuò l’umano.
“Sei perspicace come umano... Si anche noi del comitato spaziale di Ferjg siamo convinti che ci
nascondano qualcosa o che ci tengano disinformati su qualcosa che potenzialmente è di portata
colossale.”
“Grazie per aver risposto il più sinceramente possibile alle mie domande, vorrei chiedere, però ancora
un altro paio di cose!”
Riul annuì.


parte 21:
“Vedo che ci sei arrivato!” Disse Zackaria contenta.
“Ma come hanno fatto? I mostremoni, oltre a trasformarsi in qualsiasi cosa, possono anche modificare i
ricordi delle persone?”
“Con Cippman hanno agito in maniera indiretta. Ti è stata presa una parte del tuo DNA e immesso in una
proiezione olografica mostremone. Creata questa proiezione, è stata esportata nel vero pianeta Kov. In
qualche modo, l’umano ha assorbito questa idea.”
“Io non capisco più nulla. Perché sono stato creato? Chi mi ha creato? Sono vero o non esisto? Ho dei
genitori? Ma soprattutto…chi sei tu?”
Zackaria rimase in silenzio per qualche secondo e poi aggiunse: “Non sono autorizzata a parlarti di
questi argomenti, ma so qualcuno che può aiutarti!”
“Ci vorrebbe una divinità!”
“Esattamente! Sei pronto ad incontrare Dio?”
“Dio?”
“Il Dio dei mostremoni! Lui è quello che ha creato il piano, e se lo vuoi vedere dovrai fare quello che ti
dico.”
“Per caso, può aiutarmi a lasciare questa galassia?”
“Forse….ma perché?”
“Sono cose che non ti riguardano.”
Zackaria prese una vecchia macchina fotografica digitale del 2000 e la puntò verso Tomman
“In tal caso sorridi!”
“Cosa?”
Al posto del classico flash, comparve un raggio color rame che prese il cyborg in pieno.
Il suo corpo sparì, scomparve Zackaria, scomparvero i suoi occhi.
Scomparve, e sperò di ricomparire.


parte 22:
“La prima è che cosa posso fare ora che sono qua?! Voglio dire... posso aiutarvi o diventare che so una
sorta di avventuriero spaziale...”
“In teoria puoi fare entrambe le cose, solo che ti servono i soldi e puoi procurarteli lavorando o
tentando la fortuna ad un astro-gratta e vinci (ma servono soldi anche per quelli), o all’astro-lotteria. Poi
con i soldi potrai pagare l’iscrizione all’accademia del comitato spaziale oppure comprarti un astronave
e fare l’avventuriero o altro...” rispose il tizio incappucciato.
“Ok, ma... accettano anche la moneta di Kov su questo pianeta, o devo ripartire da 0?!”
“C’è un cambia-valuta qua vicino, ma non so se hanno pure quella di Kov, dato che non è stato ancora
aggiunto nel sistema monetario internazionale... comunque tieni.” Riul dette a Cippman una piantina
della città: “Con questa ti orienterai meglio.”
“E come faccio per la lingua parlata?! Tu e il comandante conoscete quella di Kov, ma io qua non
conosco le altre...” osservò Cippman.
“È semplice, la lingua di Kov, per quanto ‘primitiva’, stranamente è la più diffusa nell’universo.”
“Una fortuna allora...”
“Già, per le altre usiamo un artefatto chiamato ‘traduttore multimediale interspaziale’, non è affidabile
al 100% ma almeno comprenderai, grosso modo, quelli che non parlano la lingua di Kov, ti regalo il
mio, visto che me la cavo abbastanza con le varie lingue... poi a noi del comitato spaziale spaziale ce li
passano gratis... ”disse Riul donando a Cippman tale artefatto che assomigliava ad un cellulare.
“Bhè... grazie Riul!”
“Di niente, non ti preoccupare, e se hai bisogno di qualcosa o altre domande ci puoi trovare al Comitato
Spaziale di Ferjg... chiedi di Riul e del comandante Tawal.”
I due si salutarono e Cippman si diresse fuori dalla locanda futurista per cercare il cambia-valuta,
pensando: “Caspita, mi sembra di essere in una sorta di versione futuristica di Final Fantasy!”.


parte 23:
Svegliati.
Svegliati.
“Ehi, ti vuoi svegliare? La persone ci guardano!” disse la voce di Zackaria.
Appena aperti gli occhi, Tomman fu investito da una fortissima luce e si accorse di essere sdraiato per
terra. L’ambiente che lo circondava era diverso: enormi grattacieli futuristici si stagliavano davanti a lui,
navette spaziali sfrecciavano in strade enormi e le ‘persone’ erano un misto di alieni e umani.
“Ma cosa è succe-BLAAAAARGH.” Affermò Tomman.
“Non preoccuparti, capita a tutti di vomitare quando ci si teletrasporta per la prima volta.”
“Teletras…si può sapere dove siamo?”
“Presto detto! Benvenuto a Ferjg!”
Ferjg. Si ricordava di averla sentita, ma si ricordò che era un ricordo fasullo e se lo scacciò dalla mente.
“Ehm, ok, siamo a Ferjg. Però, toglimi una curiosità: come ti sei teletrasportata? Ti sei sparaflashata
anche tu?”
“Io riesco a teletrasportarmi da sola.”
“Oh!”
I due si guardarono intorno e si accorsero che erano in una piazza.
“Seguimi” disse Zackaria e prese a braccetto Tomman.
“Dobbiamo abbandonare questa zona prima che quelli del comitato ci intercettino.”
“Comitato? Ma di cosa stai parlando? Perché siamo venuti in questo cavolo di posto?”
“Te lo spiego. Per raggiungere Dio occorre avere la chiave universale, giusto?”
“Giusto…non si troverà mica qui? La vorresti rubare?!?!”
“Ma no, sciocco! Non la voglio rubare. Tenterò di studiarla e comporne una simile.”
“Ma scusa, non basterebbe rubarla e basta?”
“Scherzi? Quella non è roba tua, è più ragionevole costruirne una noi!”
“Se lo dici tu…un’altra domanda….”
“Basta domande! Se non corriamo più in fretta, il nostro nemico ci troverà!”
“Nemico….comitato….QUALCUNO MI PUO' SPIEGARE QUALCOSA?!?!”


parte 24:
Cippman si orientò con la piantina e raggiunse il ‘cambia-valuta’ ed entrò nell’edificio... c’erano
sportelli e ad ognuno di essi un ‘alieno’ commesso che avrebbe cambiato la valuta. Non c’era la fila,
solo un altro paio di persone a un paio di sportelli che stavano cambiando i loro soldi. L’umano si
avvicinò ad uno sportello libero e chiese al commesso: “Salve, accettate anche soldi provenienti dal
pianeta Kov?”
“Kov?!” disse con stupore il commesso.
“Si, Kov! Guardi, Riul del comitato spaziale mi ha detto che qua potevo forse trovare qualcuno in grado
di cambiarle...” e Cippman mostrò una banconota e qualche moneta e le appoggiò sul bancone.
Il tizio mi disse di abbassare la voce e aggiunse: “Allora, già per il fatto che garantisce Riul, mi posso
fidare di te... te le posso scambiare... ma il loro valore è molto alto tra i collezionisti. dato che non
abbiamo contatti con Kov e non è stato aggiunto al sistema monetario interspaziale come pianeta...
Preferisci contante o una carta di credito?!”
“Entrambi, faccia lei, metta un po’ di soldi nella carta e un po’di contante...” suggerì Cippman tenendosi
a bassa voce come aveva consigliato il commesso.
Il commesso consegnò a Cippman il denaro: “Con questi se vuoi potrai anche comprarti fino ad un
astro-casa e un’astronavetta utilitaria... (e sono solo una minima parte di quelli che guadagnerò
rivendendo questi soldi di Kov)
.”
“Grazie!” disse l’umano. Salutò il commesso e si diresse fuori dal negozio... dove sarebbe andato, poi?


parte 25:
I due corsero per tutto il tempo palmo per palmo. Tomman provò un nuovo sentimento mai provato
prima, tenendo la mano di Zackaria.
“Fermiamoci qui.” Erano fermi, davanti ad un negozio di specchi: “Il comitato spaziale ti conosce, anche
se tu non lo sai. Per questo ti ho cambiato l’aspetto, anche se di poco.”
Detto questo, Tomman si guardò nella vetrina del negozio. Non era più un cyborg: i suoi occhi erano
normali, con l’iride rossa e la sua gamba metallica era anch’essa normale.
“Non dirmi che sei stata tu a fare ‘sta cosa?”
“Fai troppe domande e alla lunga diventi irritante!”
“Scusami tanto! Non è mica colpa mia se all’improvviso scopro che tutta la mia vita non è mai esistita!”
Ci fu una lunga pausa.
“Prima mi hai detto come ho fatto a teletrasportarmi, giusto?”
“Si.”
“Bè, io sono figlia di un’umana e di un umano mezzo mostremone. A quanto pare, il contatto del sangue
umano e di quello mostremone forma un superpotere eccezionale. Io ho quello del teletrasporto.”
“Oh, figo. E hai anche quello di cambiare aspetto alle persone?”
“No, quello mi manca!”
“E allora come…”
“Non perdiamoci in banalità simili. Dobbiamo andare allo spazioporto entro 12 minuti.”
“Sennò perdiamo lo spazio-bus?”
“Spiritoso. Entro 12 minuti si apre una porta invisibile che porta al labirinto.”
“Un labirinto nel bel mezzo del nulla?”
“Precisamente, nascosto nel limbo, il luogo dove si riuniscono le anime in attesa di giudizio.”
“Esiste un luogo simile?!?”
“Si, e in quel labirinto è nascosta la chiave universale.”
“Magnifico… speriamo solo di non morire.”


parte 26:
Cippman era indeciso sul da farsi, se andare allo spazioporto dal concessionario di astronavi o al
comitato spaziale che era comunque lì vicino, su una collina rialzata rispetto allo spazioporto... scelse
di visitare entrambi i posti, ma prima quello più vicino, quindi il comitato spaziale con il relativo
edificio dell’accademia accanto.
Cippman vi si avvicinò finché non giunse ad un cartello davanti ad un cancello e ad una recinzione di
ferro che delimitavano il posto. Il cartello diceva ‘Questo è il Comitato Spaziale di Ferjg, coloro che
vogliono iscriversi all’accademia si presentino all’ufficio in fondo a destra.
’ Il cartello era chiuso e
c’era una sorta di campanello con citofono. Cippman non era molto convinto, del cartello e indugiò un
attimo prima di suonare al citofono e chiedere di Riul e del comandante.


parte 27:
“Mi sorge una risposta:La chiave che era caduta nelle tenebre era una finta, non la vera!”
“Vedo che ci sei arrivato!”
“Bene, quanto manca all’arrivo?”
“Poco, basta svoltare questo vicolo e…”
Fu questione di un momento. Un solo, sporco momento. Un grosso pugno colpì la faccia di Tomman. Il
neo ragazzo sentì il naso scricchiolare e un flusso caldo scorrergli nella faccia.
Non riuscì a capire più niente, il dolore riempì la sua faccia deturpata, tant’è che andò a sbattere contro
dei cassonetti. Sentì le urla di Zack, poi diventò tutto nero.
…………………………………………………………………………………………………
Gli occhi di Tomman si riaprirono. Non era più nel vicolo del negozio di vetri, ma in una piccola cella,
senza finestre. L’aria era densa e calda, quasi irrespirabile.
Il suo naso era gonfio e il dolore non era più esasperato, ma momentaneamente acuto.
“Ok, stai calmo. Devi ricordarti come sei arrivato qui. Allora, un tizio (credo fosse incappucciato) mi ha
dato un pugno e ho perso i sensi. Calmo, devi stare calmo, CALMO.”
Ma non riusciva a calmarsi, si sentiva smarrito e perso. Così fece l’unica cosa sensata da fare: piangere.
Pianse fino all’ultima lacrima, dopodiché sentì una parete aprirsi: sulla soglia c’era un tizio
incappucciato: “Il mio nome è Riul, e credo di sapere chi sei.”


parte 28:
“Salve qui è la segreteria del Comitato Spaziale di Ferjg in cosa posso esservi utile?”
“Cercavo Riul e il comandante Tawal!”
“Prego passi pure e attenda nella sala d’attesa, sono impegnati al momento, ma vedrà che tra un po’
potranno riceverla!” e con questo il cancello si aprì e Cippman si fece coraggio ed entrò.
C’era un breve vialetto lastricato con radi e giovani alberelli che conduceva dopo una 50ina di metri
all’edificio del Comitato Spaziale Ferjg. Entrò nell’atrio e raggiunse la sala d’attesa, dove c’erano alcuni
alieni. L’ambiente era spoglio di arredamento tranne che per le sedie un tavolino con dei giornali/libri/
riviste sopra e delle finestre su una parete: “Una classica sala d’attesa mmm
Cippman si sedette e prese un giornale/libro/rivista a caso dal tavolino per ingannare l’attesa, il libro era
intitolato: ‘Guida per Drakolak’ e dalle prime righe parlava di un pianeta lontanissimo nella galassia,
quasi materia di leggenda dove in teoria ci vivevano delle creature che su Kov si chiamavano draghi. Il
ragazzo rimase un po’ affascinato e si immerse nella lettura, intanto che il tempo passava...


parte 29:
“Ti ho fatto male?”
“Si.”
“Bene, era mia intenzione.”
Tomman non sapeva se ridere o piangere. Il cappuccio (era chiamato così per il momento,anche se era
stato rivelato il suo vero nome) faceva tante domande.
“Ancora non riesco a crederci come siete arrivati fin qui. Di solito riusciamo a localizzare i
teletrasportatori fai-da-te in meno di 0,1 secondi, mentre voi siete apparsi nei nostri monitor in 10
secondi netti, una cosa mai successa dai tempi della fondazione. Ditemi come ne avete procurato uno.”
“Sinceramente sono affari nostri.”
Riul/Cappuccio fece uno sbuffo.
“Me lo dirai dopo….Tomman, giusto?”
“Può darsi.”
“Mi era stato detto che eri un cyborg, invece sei solo un ragazzino con gli occhi rossi.”
“Avete degli informatori sbagliati.”
“Eppure questo informatore ti conosce bene. Resta lì, lo andrò a chiamare e gli dirò di venire qui.”
“Come sta Zackaria?”
“Intendi la ragazza? Non vorrei dirtelo, ma è stata sottoposta a trattamenti di psicoforza.”
“E cosa sarebbe?”
“…Le stanno torturando la mente per avere informazioni, e tu sarai il prossimo se non testimonierai.”
Silenzio .
“Ehm, vado a chiamare il tuo amico.” Disse Riul, e scomparve. La prigione si richiuse.
“No…Zackaria….”


parte 30:
L’attesa finì e quasi improvvisamente comparvero prima Riul e qualche minuto dopo anche Tawal. Riul
iniziò: “Cippman, sei venuto fin qui, per fortuna non ti devo andare a cercare!”
“Anch’io stavo cercando te!”
“Coincidenza!”
“Già, senti il cambia-valuta mi ha dato un sacco di soldi per le monete e le banconote di Kov, il tizio ha
detto anche che forse posso anche comprarmi un’astronave... solo che non so quale e son venuto a
chiedere consiglio!”
“Cippman, c’è qualcosa di più serio in gioco, non abbiamo tempo per pensare alle astronavi, devi
seguirmi fino nelle prigioni, c’è qualcuno che devi vedere!” Riul era più serio del serio normale.
Cippman ebbe un sospetto e si fece venire in mente mille ipotesi, ma la più giusta e anche la meno
peggio, per un qualche motivo gli suggeriva che in quella prigione ci fosse Tomman: “Va bene...” disse
l’umano mantenendo un po’ di sospensione cercando di capire se la cosa potesse comportare un
pericolo per lui o meno. In quel mentre entrò Tawal che disse a Riul: “La ragazza è forte, non ci dà le
informazioni che speravamo!”
“Quale ragazza?” chiese Cippman che iniziò a capirci un po’ meno in questa storia...
“L’umano è qui?!” disse Tawal a Riul.
“Si ci serve, era amico di quell’altro...”
Ok i miei sospetti si confermano... è Tomman, e lo devono aver catturato, ma per cosa?! E la ragazza?!” pensò Cippman.
“Portiamolo dal cyborg e vediamo se sa estorcergli qualche informazione!” disse Tawal a Riul e
aggiunse rivolto all’umano: “Cippman, ecco la tua occasione di salvare sia Kov che Ferjg, cerca di
estorcere quante più informazioni possibili dal tuo amico, Tomman... e forse potremo trovare un modo
per sconfiggere i mostremoni e riportare la pace nella galassia.”
Cippman che per sua naturale dote non si fidava di nessuno dubitò anche delle parole di Tawal, riguardo
alla ‘pace nella galassia’ e a ‘estorcere informazioni’ ma al momento doveva stare al gioco e capire più a
fondo questa storia.
“Posso farlo...” disse Cippman mostrando ‘convinzione’.
L’umano seguì il comandante e Riul verso le prigioni del Comitato Spaziale.

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Scena 3: L’incontro. Da quanto tempo!!!! Già veramente tanto oh!

Scena 3: L’incontro. Da quanto tempo!!!! Già veramente tanto oh!


L’umano venne condotto attraverso una serie di corridoi e stanze spoglie delle quali si notava il rozzo
‘intonaco’ delle pareti realizzate in qualcosa di simile al ‘cemento’. Alla fine i tre scortati da altri due
alieni incontrati in una stanza precedente giunsero alla cella di Tomman, il comandante, Riul e gli altri
tizi si tennero a distanza e mi incoraggiarono ad andare avanti e a parlargli.
“Tomman?!”
“Chi saresti, scusa?”
“Sono” pausa ad effetto: “CIPPMAN!”
“Vattene. Non sei vero.”
“Ma veramente... son vero quanto la tua cella...”
“Intendevo, non sei il vero Cippman che mi immagino.”
“Bhè in effetti si cambia... e anche te Tomman, ora assomigli più ad un umano che ad un cyborg...”
Tomman fece un debole sorriso: “Merito della truccatrice.”
“A proposito di truccatrice... potresti spiegarmi come è andata questa storia, dal tuo punto di vista?!”
disse Cippman.
“Ascolta, quello che vedi intorno è tutto finto. Ti dico solo questo.”
“Ma dai... anche te?!”
“In un certo senso, sì.”
“Bhè non in quello dell’umorismo ahahah!”
“A quanto pare sei uguale al Cippman che ho conosciuto.”
“Senti di Cippman ci son solo io (almeno in questo universo che io sappia)... comunque sono venuto a chiederti”
Cippman abbassò un attimo la voce: “anche per conto di quei tizi là dietro, che mi sa che ti faranno
qualcosa di spiacevole se non parli con me... almeno di qualcosa anche una balla” e poi proseguì
normalmente: “cosa sai della chiave universale, dei mostremoni e qual è la combinazione vincente
dell’astrolotteria!”
Tomman restò in silenzio.
“Senti, Tomman, almeno dì la verità a me, poi deciderò se è il caso di aiutarti o meno...”
Ci fu un’altra lunga pausa, poi Tomman emise un sussurro: “Cerco Dio.”
“?”
“Devo trovare un Dio cattivo. Fine.”
“E poi?”
“E poi fine. Sai qualcosa di Zackaria?”
“Chi?!”
“La ragazza.”
“Quale ragazza?!”
“Una che mi ha accompagnato. Lei sa chi sono veramente.”
“Incredibile... l’ho sentita nominare dai tizi che mi hanno accompagnato ma nulla di più!”
“Devo... devo sapere come sta... impazzisco... IMPAZZISCO! IMPAZZISCO! IMPAZZISCO!!” urlò
Tomman.
Cippman rimase un attimo fermo, in un misto tra lo spavento e il perplesso: “Poi mi spieghi come fai a
fare la voce profonda e grottesca da mostro! Ora me ne vado lentamente.” E detto questo Cippman fece
per andarsene...
“Aspetta!”
Cippman si soffermò e si voltò.
“Perfavore, potresti informarti sulla salute di Zackaria e venirmelo a dire? Ti prego, se lo fai ti dirò
tutto...” il tono di Tomman stavolta era tranquillo e preoccupato.
L’umano rimase fermo un attimo...: “Non ti prometto nulla, ma farò quel che posso, Tomman!” e si
voltò dirigendosi verso i tizi.
“Ehi, Cippman... non sei cambiato per nulla, eh?”
“Io sono il Cippman, non un umano qualunque! Che frase, che enfasi!!” e sorrise mentre lo diceva e con stile
andava verso i tizi.


parte 1:
L’umano e i tizi fecero ritorno verso la sala di attesa ma svoltarono, ad un certo punto in quel labirinto
di corridoi e andarono in un’altra sala dove Tawal e Riul chiesero al ragazzo cosa gli avesse detto il
cyborg: “Non ho capito bene ma sembra abbia avuto un trauma psicologico! Forse anche per
l’improvvisa cattura da parte vostra che so...”
“Non ti ha detto altro?!”
“Chiedeva della salute di Zackaria, la ragazza catturata insieme a lui, dice.”
“mmm”
“Ha detto che se gli avessi portato informazioni sulla salute della ragazza mi avrebbe detto dell’altro sul
suo scopo e quello che avrebbe avuto intenzione di fare...”
“E sia, puoi tornare da lui e dirgli che la ragazza sta bene, di non preoccuparsi.”
“Potrebbe capire che è una balla se non gli do una prova tangibile che ho visto la ragazza!” insinuò
Cippman nei confronti dei disattenti Tawal e Riul.
“Hai ragione, umano, vieni ti condurremo dalla ragazza e poi potrai riferire che sta bene.”
Dopo una altra media passeggiata per i corridoi e le varie stanze del labirinto della prigione del
Comitato Spaziale... “solo un architetto folle poteva progettare un edificio simile con 0 indicazioni... tranne all’inizio una piantina su un
cartello...

Giungemmo alla stanza dove era rinchiusa la ragazza. Una cella grande, spaziosa, ma buia... le guardie
bussarono e aprirono la finestrina della cella dicendo: “Hai visite!”
La porta della cella si aprì, dalla cella provenivano strani e inquietanti suoni ma subito, stranamente
smisero. Sentii anche un rumore di catene, ma il tutto era buio.
Riul e Tawal dissero a Cippman di entrare senza timore.
Non mi piace per niente, potrebbe essere una trappola! Eh già! Chi rinchiuderebbe mai una ragazza in un luogo del genere?! Ma che
genere di ragazza è, per essere rinchiusa in un posto simile?!”
“Lei è pericolosa, Cippman!”
“E mi lasciate entrare al buio così? Potrebbe essere una trappola!”
“Lei è perspicace, umano!”
“Ma come...”
“Senta, per quanto ci riguarda, le abbiamo salvato la vita, ha parlato col suo amico Tomman, ha vissuto
una vita a contatto con una sorta di ologramma-vivente mostremone, la soffitta era piena di cadaveri
mostremoni e infine lei, Cippman potrebbe saperne più di quanto non vuole ammettere! Abbiamo
provato a metterti a tuo agio per collaborare, ma non vuoi... o non puoi, perché non ne sai veramente
nulla! In ogni caso non potrai raccontarlo a nessuno...” gli disse Tawal, e le guardie spinsero Cippman
nella cella buia e chiusero la porta dietro.
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Cippman si rialzò a fatica, era immerso nel buio, sentiva un rumore di catene vicino a lui e percepiva la
presenza di un’altra creatura (oltre a lui). “Ci sarà pure un interruttore da qualche parte in questa stanza... almeno lo spero
vivamente... questa potrebbe essere la fine di Cippman per come lo conosciamo!

L’umano avanzò a tentoni cercando di rimanere lontano dalla creatura che percepiva in costante
movimento e ne aveva paura: un cane, un mostro meccanico, una qualsiasi altra cosa che lo avrebbe
ucciso in maniera più o meno atroce!?
“Caspita ho veramente paura, ancora di più di quella volta che ho visto un calabrone in 3D! E anche più
di quella volta che...” ammise tra di sé a bassa voce e sempre più a bassa voce fino a non dire più nulla.
C’era silenzio, poi partì per un secondo una strana musica, sembrava una di quelle canzoni suonate al
contrario senza le parole che sembrano qualcosa di inquietante e servono per mettere tensione e paura e
a coprire altri suoni di sottofondo. Per fortuna era abbastanza bassa e riusciva a sentire il rumore delle
catene che andavano a destra e sinistra... “Azione di smorzamento di tensione brevetto Cippman un numero a caso!
BUUURP!” l’umano smorzò la tensione con un fragoroso rutto. Per un attimo le catene si fermarono e
pure la musica, che fosse il momento dell’assalto della creatura che si celava nell’ombra?!
L’umano aveva paura, non sapeva cosa fare di preciso tranne prepararsi a subire dolore... si ritrovò con
le spalle al muro e provo a tastare a destra e a sinistra senza voltarsi per trovare l’interruttore della luce,
ma senza successo. Fu allora che la creatura si rivelò in parte... sbuffando in faccia all’umano una sorta
di nuvola di fumo e un suono simile ad un ‘roar’ ma più profondo. Cippman si era d’un tratto
emozionato, non poteva credere che fosse veramente una di quelle creature che avevano popolato la sua
immaginazione da sempre e le quali, l’umano, ammirava particolarmente: i draghi. Ebbene, la creatura
nell’ombra era un drago... l’umano non sapeva cosa dire, ne che fare, fatto sta che la paura si era ridotta
un po’ e provò a comunicare: “Salve!”
Non ottenne risposta, un po’ se lo aspettava, in effetti non poteva nemmeno lontanamente pensare di
incontrare il suo primo drago e di dirgli così ‘ciao come va, andiamo insieme a sconfiggere i cattivi e a
vivere mille avventure?
’ e che questo gli rispondesse ‘si certo, tanto non ho niente di meglio da fare...’,
fantasie.
“E va bene, se devi uccidermi, creatura drago, quello che sei, fai in modo che sia indolore... magari
mentre dormo, che so... se aspetti un pochino... per favore” disse il ragazzo scivolando pian piano in
terra e facendosi piccolo piccolo.
Ho ucciso prede che si lamentavano molto meno!” disse il drago con una voce con un lontano tono
femminile e con stile ammirandosi gli artigli della zampa...
“Bella frase ad effetto, lascia che smorzi un po’ la tensione visto che è l’unica cosa che posso fare! BUUURP!”
disse l’umano emettendo un altro rutto, ma un po’ più basso di tono.
Che creatura sei?” chiese curioso il drago.
“Io sono un umano... non ne hai mai visti? vengo dal pianeta che qua si chiama Kov! Tu sei un drago
vero? Incredibile non mi ha ancora ucciso.
mmm drago?! Da queste parti mi chiamano in modo diverso, ma se intendi classificarmi con quel nome fai pure... Sei interessante e originale, umano, nessuno rutta quando sta per morire! C’è qualcosa di diverso in lui dalle altre creature che uccido solitamente, devo scoprire cosa!!
“ehm... le battute finali più belle sono già state prese, dovevo inventarmi qualcosa...” si giustificò il
ragazzo sul momento.
Sei pronto a morire?!” disse il drago con voce che stavolta aveva anche un tocco di malvagità oltre che
di femminilità.
“Che ore sono?”
Il tempo non ha importanza, quando se ne ha poco!” e il drago si preparò a sferrare una zampata letale
in barba ai suoi sentimenti di curiosità quando l’umano commentò: “Questa tua frase ad effetto lascia il
tempo che trova, ahahah! Il tempo conta quando se ne ha poco, il contrario accade quando se ne ha
tanto.” si mise di buonumore l’umano che aveva corretto il drago. Il drago si fermò colpito dalle parole
dell’umano: “Sei la prima creatura che incontro che mi ha detto la verità riguardo a questa frase... e in tempo, per rimanere in tema. È una sorta di indovinello che pongo alle mie vittime... in effetti se fossimo in circostanze diverse ti avrei anche lasciato in vita... ma purtroppo devo ucciderti, altrimenti uccideranno me! Ecco che cosa c’è di diverso in lui... un po’ lo percepisco da quello che dice...” disse il drago.
“Aspetta, ma il tono femminile nella voce vuol dire che sei una dragonessa?! E poi non potremo
ribellarci e sconfiggere il Comitato Spaziale, prendere un astronave, fuggire, portare la pace nella
galassia e andare infine verso quel pianeta leggendario dove vivono i draghi...” e Cippman finì il fiato dicendo questa frase.
È... non è possibile... Si per la dragonessa se intendi l’aspetto femminile del termine che hai usato prima, ‘drago’. Per il resto dubito che potremo riuscirci, sono troppo forti quelli del Comitato Spaziale prevedono e anticipano quasi tutto...
Sto parlando con un vero drago, anzi una dragonessa, incredibile... ancora non ci credo... io l’ammiro... Senti, mi dispiace se ti ho
distratto dal tuo ruolo anche se era quello di uccidermi... ma...”
...prova ammirazione e adulazione per me, crede che io sia una creatura speciale... mentre sono solo un ekreen. Incredibile... essere adorati è una sensazione che noi ekreen non proviamo mai. È abbastanza piacevole, ma non fa per me...” pensò il drago.
“...inoltre volevo aggiungere che per me i draghi fanno parte del mio immaginario da sempre e che sono
simbolo di forza e giustizia, che ho sempre sognato di andare a giro per un pianeta o anche dell’universo
portando pace e combattendo contro i malvagi con un drago al mio fianco... sono quasi disposto a tutto
per i miei sogni... e insomma... se vuoi uccidimi.” disse Cippman che aveva perso tutta la sua lucidità e
si stava facendo trasportare dai sogni.
Non fare il melodrammatico, ritorna il ragazzo serio di prima, umano. Sono un ekreen non un drago!
L’umano riacquistò lucidità e disse con rinnovato spirito: “Giusto, che tu venga con me o meno, che tu mi uccida o meno salverò l’universo con o senza di te, ekreen o ‘drago’! Ho già un piano e uno di riserva e non è né il primo, né lo strumento ahahah!
Sei un sognatore, non ce la farai mai! Non ce l’ho fatta io a fuggire da questo posto…” disse l’ekreen (o drago per comodità) al ragazzo.
“Se riesco a liberarti dalle catene... mi accompagnerai?”
Non solo, ti aiuterò anche nelle altre ‘missioni’ che avrai da svolgere...” l’ekreen sfidò il ragazzo a
liberarlo.
Cippman fu colpito da quelle parole, esitò un attimo poi: “Il primo piano consiste in una sorta di ‘farsa’.
Tu devi uccidermi, per finta, ma fare in modo che sembri vero, poi quando le guardie del comitato
verranno a ritirare il mio cadavere, o ti porteranno del cibo, tu gli dirai che ti sei ferita ad una zampa
durante la ‘lotta’ con l’umano... e che hai bisogno di andare in infermeria mentre io sarò nascosto
nell’ombra della stanza... ”
Bel piano... in realtà no, però si è impegnato... complesso... ma capirebbero che è una farsa, ho un fattore di guarigione rigenerante a vista d’occhio e vengono sempre con dei rivelatori di calore... per vedere se ci sono ‘prede’ ancora mezze vive. Gli ekreen per fortuna non emettono calore visibile dai radar, siamo come morti...
“Foorte! Questo farà parte del piano di riserva: “Tu ti fingi morta... e io busso per farmi aprire e dico
che nella stanza non c’era nessuno e che era un ‘bello scherzo’ quando vengono a esaminarti, tu li fai
fuori io recupero qualcosa per toglierti le catene e torno...”.
Quasi sicuramente non tornerai... ma ti voglio aiutare, perché non sei un qualcosa di malvagio e oscuro come le altre creature che mandano qui di solito... perché mi ha aperto gli occhi, c’è qualcosa, come speranza in lui...
“Oh certo che tornerò, fai bene a non fidarti, ma tornerò, a costo della mia miserabile vita!” ironizzò
l’umano.
Non esaltarti troppo. Può funzionare ma è una possibilità su milioni, se vuoi possiamo provare ad ideare un altro piano... tanto abbiamo ancora un po’ di tempo prima che arrivino a controllare il mio lavoro, la sala è insonorizzata, isolata e buia...
“Naaah, proviamo ora”
I due misero in atto la ‘farsa’ del piano di riserva. Cippman bussò alla porta, dopo poco ottenne risposta
e si affacciarono due tizi del comitato, bardati da guardie militari, aprirono la finestrella e gridarono:
“Che vuoi?!”
“Bhè ecco, signori, qua dentro c’è una sorta di masso enorme, ma non funziona nulla. ‘Bello scherzo’
rinchiudermi qua dicendo che era una trappola!” disse l’umano con disinvoltura.
I due rimasero senza parole nel vederlo ancora vivo lì.
“Sei fortunato che sta ancora dormendo... se si sveglia ti uccide l’ekreen!”
“Ekreen e che è, un robot?!” Cippman finse di non sapere e divagò.
“La tua ignoranza è colossale umano, scoprirai presto che cos’è e imparerai anche il termine ‘morire’!”
“Fidatevi, qua c’è solo un masso immobile, ho anche provato a vedere se aveva qualche interruttore, ma
solo spunzoni e delle cose che sembrano pezzi di tenda!” il ragazzo umano si inventò qualcosa lì per lì,
qualcosa che funzionò.
“Frhed, se i capi scoprono che l’ekreen è morta e che l’umano è ancora vivo ci faranno una bella lavata
di capo!”
“Si Ruther, hai ragione, tanto controllare non costa niente... vai ad accendere le luci e torna qua.”
L’altra guardia si allontano per un minuto, raggiunse il posto di controllo della porta e della stanza in un
abitacolo poco avanti nel corridoio, accese la luce: “Ruther sembra che l’umano abbia ragione, l’ekreen
è immobile sembra che non stia dormendo, accidenti quel miserabile umano ha una stramaledetta
fortuna... apri anche la porta e dammi una mano dobbiamo togliere le catene e avvertire quelli
dell’obitorio che abbiamo qualcosa di ‘grosso’.” Gridò il tizio rimasto davanti alla porta. La porta della
stanza si aprì e l’umano uscì con l’avvertimento: “Tu non ti muovere, umano, presto ci occuperemo
anche di te!”
Le guardie si avvicinarono al copro dell’ekreen e Frhed disse all’altro: “Dobbiamo anche avviare la
procedura standard di sicurezza?!”
“Dici di saggiare se è veramente morta sparandogli in una zampa e vedendo se usa il fattore di
guarigione?!”
“Si proprio quello, metti caso per un qualche motivo è solo svenuta...”
“Mi pare giusto!”
Era quello il momento giusto per intervenire, l’ekreen assaltò all’improvviso le guardie del comitato
(descrizione del combattimento v.m.14).
Cippman corse nell’abitacolo di controllo della stanza sperando di trovare qualcosa di adeguato per
rompere o aprire le catene dell’ekreen; trovò una sorta di computer, e delle grosse tronchesi
(casualmente del calibro delle catene dell’ekreen): “ehi che fortuna, queste tronchesi fanno al caso mio...
Il ragazzo le prese e tornò di corsa dall’ekreen, rallentando e frenò bruscamente notando i corpi delle
guardie (descrizione v.m. 14, immaginatevi i cadaveri e il sangue...).
“Ho trovato queste tronchesi, potrebbero liberarti!” disse Cippman.
L’ekreen venne liberata e insieme all’umano cominciarono a cercare l’uscita da quel labirinto.
Incredibile mi ha liberato veramente... che creatura interessante e originale.


parte 2:
Ciao, come stai? Ti sono mancato? Non ci vediamo da quasi due giorni...o erano
tre? Non e’ questo l’importante...allora, com’e’ la vita di cella? Sei gia’
impazzito, vedo.
Ma guarda che mi combini in mia assenza. Appena scappato dalla tua
illusione e ti ritrovo in prigione. Sei caduto nelle mani del nemico,
complimenti. Ora vorresti uscire, vero? Vuoi riprenderti la ragazza e
scappare via, magari in un posto chiamato limbo. Si, quel limbo, il luogo
delle anime in attesa di giudizio e custode della chiave universale. Forse
posso aiutarti, devi solo liberare il tuo potenziale, devi diventare il
risolutore.
Andiamo, non ti stupire che sei un mostremone, lo hanno capito anche i muri,
ormai.
Ama le tenebre, ama la loro essenza, fa che ti entri nel corpo, nel cervello,
nel sangue.
Ma non puoi diventarlo ora, tutto ad un tratto. Hai bisogno di una ‘spinta’, e
guarda caso te la posso dare io. Guarda.

Le luci si spensero. Tomman si sentì ancora più oppresso, provò di nuovo il terrore al cancello di
Uiaei.
“No...non voglio...non sono un mostro.”
Smettila di fuggire.
“Io non sono quello che pensi tu.”
Dico solo la verita’.
“Io non sono quello che pensi tu
Accendi la tua fiamma! Sii forte!
“no...”

La cella esplose nel buio.
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“Allora ragazza, non dici nulla?”
Zackaria era legata ad una croce. Uno strano casco era nella sua testa e a prima vista non sembrava una
macchina dello zucchero filato. La ragazza era imbambolata e i suoi occhi erano sbarrati. Un raggio
verde (che proveniva dal casco) colpiva ripetutamente la sua testa, facendola diventare verde. I suoi urli
erano così acuti da far rompere qualsiasi vetro, tanto che i suoi carnefici si tappavano le orecchie.
“Inutile” disse Riul: “E’ la decima volta che spariamo la psicoforza sulla ragazza, ma non dice nulla lo
stesso.”
“Tenace, niente da dire.” Disse Tawal: “Aumentate la dose e...”
“Capitano, c’è un grosso problema nelle segrete. Il mostremone si è liberato.”
“Maledizione! Riul, vai a risolvere il problema.”
E così Riul se ne andò per l’ultima volta.
“Ragazzo, vai anche te con lui! A proposito, chi sei?”
Il ragazzo sorrise: “Colui che tenete prigioniero”
Le luci si spensero. La luna illuminava la stanza.
TE LA SEI PRESA CON LA PERSONA SBAGLIATA!” Era Tomman, con la sua abilità di
mutaforma.
Il suo corpo si sgretolò, e si ritrovò con un corpo composto da ombra. Gli occhi erano rossi, senza
iride.
“No...ti prego...non c’entro niente in questa storia, non distruggerai il comitato uccidendo me.”
Che sfortuna, ma sai, d’altro canto sono un mostremone!
Detto ciò, il suo braccio destro tenebroso diventò una spada d’ombra, e teletrasportandosi nell’ombra,
trafisse il comandante in pieno petto.
“Ach!” Tawal sputò sangue, e sussurò per l’ultima volta: “E dire che domani andavo in pensione...” e
morì.
Tomman guardò Zackaria. Era ridotta male, forse doveva ucciderla, per alleviare le sue pene.
Ma la prese in braccio e prima di teletrasportarsi finì la sua frase:
Per la precisione, un mezzo mostremone!


parte 3:
Cippman doveva trovare Tomman, Zackaria e l’uscita, ne parlò alla dragonessa mentre correvano per i
corridoi e lei si mostrò d’accordo.
Corsero finché non giunsero ad una sorta di posto di blocco formato da guardie armate e pronte a fare
fuoco sui due, ci fu un combattimento sanguinoso... e l’ekreen riuscì a farli fuori quasi tutti tranne uno
che era armato di un’arma più potente delle altre e lasciò partire il colpo verso la dragonessa: Cippman
che aveva seguito il combattimento da vicino ma non ne aveva preso parte si gettò per bloccare il colpo
diretto alla dragonessa col suo corpo... il colpo sbalzò via l’umano sul muro del corridoio in maniera
abbastanza brutale. Cadde a terra dal muro e si rialzò a fatica sanguinante sul petto, nel frattempo
l’ekreen aveva ucciso l’ultima guardia e si era voltata a constatare i danni dell’umano.
Perché lo hai fatto?!
“Preferisco salvare la tua vita... che la mia di umano!” rispose a fatica appoggiandosi al muro con una
mano e con l’altra tenendosi il petto dove era stato colpito.
Ho un ottimo fattore rigenerante, non ti dovevi preoccupare... si preoccupa per me...
“Detesto ammetterlo, ma ho preoccupazione per te...” continuò avvicinandosi verso la dragonessa (5 o
più metri più o meno).
Ce la fai... o devo guarirti?! Forse è ferito gravemente, ma non vuole ammetterlo... lo curerò a prescindere quel ‘fanatico’.”
“Fai come meglio credi...”
La dragonessa si avvicinò all’umano con una zampata lo ‘scaraventò’ ‘gentilmente’ sul pavimento del
corridoio. L’ekreen appoggiò la sua possente zampa sul petto dell’umano curò le ferite di Cippman.
“Grazie...”
In altre circostanze ti avrei lasciato morire, umano, ricordalo...”.
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Cippman e l’ekreen raggiunsero la cella dove era rinchiuso Tomman: era distrutta, c’era dei pezzi di
sbarre qua e là il muro mezzo graffiato e pure il pavimento... la porta sfondata.
“Tomman è veramente un mostremone!” disse Cippman.
Di quelli... me ne hanno fatti uccidere parecchi prima che mi mandassero un umano...
“Ma se sono dei muta-forma che vivono nel buio, come hai fatto ad affrontarli nella stanza buia?!”
Io vedo nell’ombra e perciò riesco a colpirli... spesso prima che possano reagire...
Cippman fece un attimo il punto della situazione: “D’accordo, Tomman si è liberato in qualche modo e
quasi sicuramente avrà recuperato la sua amica ‘Zackaria’, non resta che controllare e dopo uscire anche
noi da questo labirintico posto.”
Buona idea!
I due si diressero a giro per un’altra lunga serie di stanze e corridoi fino a giungere nella stanza dove era
stata rinchiusa, notarono Tawal morto, come trafitto... la stanza che assomigliava a quelle degli
interrogatori della polizia, ma più futuristica e con qualche congegno di tortura al di là di una vetrata...
“Tomman deve essere passato da qui!”
Se è vero che è un mostremone, allora è stato lui a fare tutto questo e anche da poco...
Fu in quel momento che sulla porta d’ingresso della stanza comparve Riul, Cippman e l’ekreen si
voltarono di scatto pronti a fronteggiare un attacco che non avvenne, Riul parlò stupito: “Come hai fatto
umano a diventare amico dell’ekreen?!”
“Oh, sono bastati 80.000 astro soldi... ahahah” scherzò Cippman.
In realtà, lui non è malvagio come gli altri ‘mostremoni’ è un umano... mi stava simpatico, non lo potevo uccidere... poi 80mila astro soldi sono 80mila astro-soldi.” aggiunse la dragonessa alla fine mantenendo il tono ironico del ragazzo.
“Maledetto, vendicherò la morte del comandante Tawal” disse e fece per allontanarsi.
“GUARDA CHE L’HA UCCISO TOMMAN, il comandante, NON IO!” gli gridò Cippman, non so se
Riul sentì o meno la voce dell’umano, se ne andò abbastanza in fretta.


parte 4:
“Ma che diavolo...”
Zackaria si risvegliò in un letto. Nel comodino c’era un ratto morto (terribilmente disgutoso) e non si
capiva la sua utilità.
“Quello era il pasto che mangiavo nel tempio.” Pensò Zackaria: “Ma come fa a conoscere una cosa del
genere? Lui non sa nulla di me e della missione...”
Ho imparato molte cose, sacerdotessa
Zackaria, vedendo quel terribile mostro nero, si spaventò
Sono Tomman...ma ora...ora...ora credo di stare meglio” e il suo corpo prese (di nuovo) la
forma del ragazzo con gli occhi rossi.
“Immagino vorrai altre spiegazioni riguardo la trasformazione”
“Ho dei ricordi...molto confusi...riguardo la mia infanzia...quello che ero prima dell’illusione”
“Raccontameli!”
“Vedo una donna...di carnagione scura, che corre in un prato...sembra felice e anch’io lo sono...poi, il
nulla.”
Dopo un minuto di pausa, Tomman disse: “Sono un assassino.” Pianse: “SONO UN ASSASSINO!”
“Tomman, non eri in te! Eri pervaso dalla pazzia, la pazzia pura. Col tempo ti ci abituerai e ti servirà se
vorrai incontrare Dio”
“Ma è così cattivo questo Dio? Potrà perdonarmi per quello che ho fatto?”
Zackaria alzò un sopracciglio: “Amico, stai idolatrando un falso dio. Ha creato solo del male e merita di
morire.”
“Ma come? Non dovevamo chiedergli delle cose?”
“Questo era la copertura del piano. Siediti, ti spiegherò il tuo scopo”
La stanza aveva solo una sedia e un letto con una piccola finestra e non aveva porte. Era buio e Tomman
capì di essersi spostato in un luogo a caso con l’ausilio delle ombre.
Zackaria cominciò il suo discorso: “Inizierò spiegandoti la tua origine. Tutto cominciò in un pianeta
lontano anni luce da dove ci troviamo ora. Si chiamava Terra10 e dico ‘chiamava’ perché non esiste più,
è stato distrutto da una supernova.
In quel pianeta viveva un’umana di nome Sataru, figlia di un mercante spaziale e da una casalinga. Non
esistevano città, ma solo piccole comunità di persone. Sataru era una fanciulla molto carina e tutti i
maschi della comunità erano interessati a lei.
Fu in quel periodo che i mostremoni invasero la nostra galassia.”
“Non mi dirai mica che Sataru è...”
D’improvviso una piccola luce verde lampeggiò nella cintura di corda di Zackaria.
“Oh no!” disse.
“Che succede?
“I mostremoni.”
“Cosa fanno?”
“Dobbiamo andare subito allo spazioporto...A quanto pare quei mostriciattoli stanno per attaccare
Ferjg.”


parte 5:
L’edificio del Comitato Spaziale era nella massima allerta a causa della fuga dei due prigionieri dalle
segrete, tre se contiamo l’ekreen e quattro se contiamo Zackaria portata via da Tomman: inoltre una
nuova minaccia si stagliava di fronte a Cippman e all’ekreen.
“Ekreen, non ci siamo ancora presentati, io sono Cippman!”
Noi ekreen non ci distinguiamo così semplicemente con dei nomi... ma chiamami pure ekreen o
dragonessa o come preferisci...

“Va bene se ti chiamo Ekryss?”
Sembra un nome ‘dinamico’, va bene!
I due percorsero il labirintico posto fino quasi all’uscita, bloccata da un’ingente forza armata del
Comitato Spaziale di Ferjg, fecero appena in tempo a riparasi un attimo dietro un muretto prima che
arrivassero i primi spari.
Accidenti, non ci sono solo loro, stanno arrivando anche i mostremoni, vogliono invadere Ferjg,saranno qua in meno di una mezz’oretta, lo percepisco!
“Che siano qui per la ‘chiave universale’ o per Tomman?”
...o per entrambi!
“mmm, potrà essere un problema respingere l’attacco dei mostremoni, specialmente per coloro che
come me non sanno combattere o vedere nell’ombra... vorrei aiutarti in qualche modo.”
Non abbiamo molto tempo. Anche i militari potrebbero raggiungerci da un momento all’altro...
“...è vero, ma purtroppo sono disarmato!”
Ekryss si ferì lievemente al braccio e disse a Cippman: “Bevi un sorso di sangue, ti consentirà di vedere nelle ombre, ti darà una maggiore agilità quasi da ekreen, per almeno un’oretta.
“Ma stai scherzando, è folle!?” commentò l’umano: “Ci potrebbero essere effetti collaterali!”
Non ti preoccupare... saranno effetti che al massimo dureranno un’oretta, hai detto che volevi aiutarmi a combattere, a te la scelta.”
“Va bene...” disse Cippman anche se non era molto convinto. L’umano bevve a fatica un sorso del sangue
dell’ekreen e disse: “Bhè non è cambiato molto!”
Aspetta altri due minuti... e preparati che stanno arrivando!
Due minuti dopo Cippman notò che i suoi riflessi erano migliorati e che poteva veramente vedere
nell’ombra: “Interessante... non è che adesso ho anche il potere rigenerante delle ferite come hai te?”
Si, ma molto ridotto, quindi cerca di ferirti il meno possibile!
“D’accordo!” disse l’umano.
Quelli del Comitato Spaziale di Ferjg erano ormai vicini al muretto che copriva l’ekreen e l’umano, e fu
allora che i due entrarono in azione. Cippman scavalcò il muretto l’ekreen lo aggirò si lanciarono Cippman attraverso i soldati colpendoli con pugni e gomitate, la dragonessa uccidendoli, colpi e polvere e pezzi di intonaco volavano a destra e a manca creando un effetto scenografico. Riuscirono a sconfiggere il posto di blocco e a grande velocità raggiunsero l’uscita dell’edifico, dirigendosi verso lo
spazioporto inseguiti da alcuni militari del Comitato Spaziale, capeggiati da Riul.
L’umano e la dragonessa raggiunsero lo spazioporto proprio quando in cielo si iniziavano a vedere i primi inequivocabili incrociatori spaziali mostremoni che uscivano dall’ombra...
“Non siamo noi il nemico ma loro!” gridò il ragazzo senza successo ai suoi inseguitori, tentando di
indicargli il cielo. Ce la faranno Cippman e Ekryss a scampare ai militari del comitato? E all’invasione del pianeta da parte
dei mostremoni? Lo scoprirete nella prossima parte.


parte 6:
“Ehi, ma quello è Cippman!”
“Cosa?”
“Si, è proprio lui. A quanto pare è circondato dai mostremoni, forse dovrei aiutarlo.”
“Non c’è tempo! Tra dodici minuti si apre la porta del limbo e dobbiamo entrarci.”
“Ma lui è mio amico! L’unico!” detto questo andò incontro a lui.
Era diverso dall’ultima volta che l’aveva visto. Sembrava più pallido.
“Ehi Cippo hai bisogno d’aiuto?”
“...”
“Cosa? Non riesco a sentirti.”
“...Scappa!”
“Ma voglio...”
Non finì la frase che venne travolto da un militare col fucile. I suoi sensi si appannarono per un istante,
poi si avvicinò di tre metri a Cippman.
“Ehi, ma si saluta così un amico?”
L’umano lanciò un piccolo rutto e poi parlò: “Salve!”
“Venite con noi, presto! Scapperemo insieme attraverso il limbo.”
“Quale ‘limbo’? Comunque è un’idea, vero Ekryss?” rispose l’umano continuando grosso modo a
combattere insieme all’ekreen.
“Lascia fare a me.” Detto ciò Tomman si trasformò.
“Cosa pensi di fare, idiota?” disse Zackaria da lontano: “Più ti trasformi, più diventi un vero
mostremone.”
Correro’ il rischio” detto ciò spazzò via i nemici lontano un miglio di distanza.
Non e’ stato cosi’ difficile.
Dietro di loro apparve un fascio di luce argentata, così luminosa da chiudere quasi gli occhi.
“La porta...si è aperta!” esclamò sorpresa Zackaria.
Alcuni passanti che scappavano, si fermarono per un secondo a guardare quella luce così misteriosa.
“Zackaria! Vieni!” disse Tomman tornato normale.
“Si!”
“Cippman, vieni?”
“Al momento si, Ekyss tu ci segui vero?”
Certo Cippman!
Zackaria si piantò davanti ai tre: “Perfetto, dovete solo prendervi le mani e pensare di essere morti.”
“Tutto qui?” Tomman era perplesso: “Non dire una parola!” disse il ragazzo con gli occhi rossi a
Cippman.
“Sembra strano, ma funziona così. Pensate all’idea della morte.”
“Scusa, ma bisogna stare zitti e basta là dentro? Altrimenti che succede, giusto per sapere?” commentò
Cippman e pure l’ekreen era d’accordo con l’umano.
Tomman si mise una mano nella fronte: “Sbrighiamoci che sennò si richiude la porta.”
I quattro si presero per mano e pensarono all’idea di morire.
“Ma cos’è veramente la morte? Forse una fase, la fase finale della vita. Una maturazione o un nuovo
modo di vedere le cose...” questi erano i pensieri di Tomman.
“Ehi, non stringermi la mano così forte” disse Zackaria al mezzo mostremone.
“Veramente non sono...”
I corpi di quella strana compagnia si trasformarono, improvvisamente, in energia di colore bianca e alla
velocità della luce entrarono nel misterioso mondo del limbo.


parte 7:
Giunsero tramite questo teletrasporto in un luogo desolato e che si stagliava a perdita d’occhio, o
almeno così sembrava. C’erano alberi secchi e qualche roccia qua e là, ossa e ragnatele e rami secchi
contornavano il resto dell’ambiente.
C’era anche una strada asfaltata, ma molto danneggiata: i quattro si erano ritrovati all’inizio di questa
strada: dietro di loro il varco di luce si richiuse e adesso si stagliava questo brullo paesaggio. Dietro di
loro non c’era la strada e occorreva andare avanti. Un cartello in legno mezzo distrutto e crollato a terra
recava la scritta: “BENVENUTI NEL LIMBO!”
“Sembra un posto post-apocalittico!” esclamò Cippman.
“Proseguiamo lungo la strada. Più in là c’è un fiume.” Disse Zackaria.
Meno male c’è chi è già stato qui!” pensò l’umano.
L’ambiente, per il suo tetro e spettrale aspetto, o semplicemente perché i quattro non avevano nulla da
dirsi, convinse i quattro a restare muti almeno per un po’; il tempo di raggiungere il fiume sopracitato da
Zackaria.
“Ekryss, sarò sincero, questo posto non mi piace più di tanto... sembra che da un momento all’altro stia
per accadere qualcosa...”parlò a bassa voce il ragazzo umano.
In effetti non piace molto nemmeno a me, i miei sensi sono all’erta ma non noto nulla di strano per il momento, comunque non mi stupirei se...
Dietro un albero secco dietro di loro si mosse qualcosa e sentirono pure un rumore come di piccoli
rami rotti.
Ecco appunto!” disse Ekryss e tutti si voltarono pronti a contrastare un possibile avversario, che non
notarono, almeno non subito. Videro una cosa a dir poco più inquietante, la strada asfaltata che avevano
percorso, dietro di loro era scomparsa.
“A quanto pare abbiamo trovato uno spirito. Mi raccomando, non lo infastidite.” Disse Zackaria con
voce calma.
“Uno spirito chi sa se è spiritoso ahahah?!”
Strane creature gli spiriti, ne ho sentito parlare, sono creature che hanno qualcosa che fare col mondo ultraterreno!” commentò l’ekreen.
Zackaria sorrise. “Siamo tutti spiriti. Solo quando moriamo lo diventiamo, e veniamo in questo posto.
Brutta cosa, vero?”
“Dipende, se ci manteniamo coi nostri ricordi e possiamo interagire col mondo fisico, e se inoltre
siamo immortali... allora potrebbe essere interessante!” cercò di trovare il lato positivo Cippman riguardo a delle creature che non conosceva... almeno non ancora.
“Bè, potresti aver ragione. C’è una leggenda che una volta, quando tutte le anime saranno giudicate, esse
andranno in un’altra dimensione che assomiglia alla nostra, ma senza alieni e astronavi.”
“Come senza alieni?! Vuoi dire che perderemo l’aspetto fisico di adesso e saremo delle cose
‘informi’?” esclamò l’umano.
“Intendo dire che questa dimensione è abitata da soli umani.”
“Ma ci sono anche altre creature come l’ekreen... e forse su altri pianeti anche altre forme di vita!”
“Non ti agitare, è solo una leggenda. Ora, cambiando discorso, bisogna attraversare il fiume e
imboccarci nel bosco dove c’è il labirinto.”
La conversazione terminò mentre tutti si fecero dare un passaggio dall’ekreen per attraversare il fiume
(dato che l’ekreen può volare).


parte 8:
Da quando era entrato nel limbo, Tomman non aveva aperto bocca. Era come assorto da qualcosa,
sembrava che qualcosa del luogo fosse impressa nella sua mente da molto tempo.
Si era interessato per un attimo alla conversazioni di Cippman e Zackaria, riguardo alla leggenda della
dimensione parallela. Una nuova dimensione era l’ideale per cambiare vita, per ricominciare da capo.
Appena attraversato il fiume, si vide una foresta con alberi alti 19 metri (più o meno), ma questi erano
più ‘vivi’ e possedevano tronchi grossi e robusti, come un padre visto dal figlio di pochi anni.
“Ehm, non ditemi che dovremo attraversare quella foresta? Cioè, non è sospetto attraversare una foresta
‘viva’ in un ambiente tetro e morto?”disse per la prima volta Tomman.
“Vivi?!” esclamò Cippman.
“Invece è il contrario. Se vediamo segni di vita nel tragitto, vuol dire che siamo vicini al nostro
obbiettivo. La chiave universale lascia una scia di linfa vitale dietro di se.” Rispose Zackaria.
“Interessante. Ma non mi fido lo stesso, penso che occorra trovare un’altra via.” Disse Tomman.
“La foresta per me è indifferente, basta che poi non incontriamo degli alberi-mostri da affrontare.
Comunque quanto ne so la ‘chiave universale’ è dotata di un antifurto, o almeno lo era quando era stata
depositata per caso nella mia soffitta: tale antifurto uccideva gli esseri viventi o mandava in tilt i
circuiti delle macchine che la toccavano, questo da quanto mi dissero quelli del Comitato Spaziale...”
commentò Cippman.
“Lo sapevo da prima che lo sapesse il Comitato, infatti non la prenderemo. M’interessa solo studiarla,
per poi ricrearne una identica.” Disse Zackaria.
“Ascoltatemi, non dobbiamo andare in quella foresta!” esclamò Tomman.
“Piantala di dire scemenze e andiam...”
Zackaria s’interruppe. Ci fu una pausa.
“Che ti prende?” sussurrò Tomman.
“Mi è sembrato di sentire un suono acuto.” Disse con voce ancora più piano Zackaria.
E all’improvviso successe. Così, di punto in bianco.
Ci fu uno squarcio nel cielo grigio, e apparve un enorme occhio con l’iride rossa incastonato in una
piramide volante.
“Non promette niente di buono.”
Zackaria era molto, molto spaventata: “Quello...Quello è...”
“...Dio.” proseguì Tomman.
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“Il Dio dei mostremoni!”
“Ma è solo un occhio!” sdrammatizzò Cippman, aggiungendo sussurrando all’Ekryss: “Nel caso l’oretta
dei ‘poteri’ derivati dal tuo sangue è finita?”
Si.” gli rispose sussurrando l’Ekryss.
“Se siete tutti d’accordo direi di scapp...”
L’occhio rosso del Dio diventò nero di colpo e con un raggio d’ombra colpì Tomman.
“AAAAAAAH! È DOLOROSO, AIUTATEMI.”
Ma gli altri erano immobili, impassibili. Perché nessuno lo aiutava? Il dolore era insopportabile,
sarebbe morto in meno di un minuto.
“A...aiuto.”
E di colpo, Tomman svanì.


parte 9:
Tomman era stato colpito dal raggio, era come se fosse in uno status catatonico dove il tempo non
scorreva e vedeva tutto immobile... il raggio lo aveva preso e lo aveva portato dentro l’occhio, forse in
un’altra dimensione o dentro il Dio dei mostremoni.
Gli altri stavano organizzando un piano sia evasivo che di fuga per aiutare Tomman, studiare la chiave e
fuggire da quel posto.
Zackaria nel piano aveva il compito di andare a studiare la chiave, Cippman e Ekryss dovevano distrarre
l’occhio e, magari, anche recuperare Tomman.
“Ekryss dobbiamo fare del nostro meglio. Zackaria, noi lo distraiamo, tu pensa alla chiave!” disse
Cippman serio.
“Aspettate, devo dirvi una cosa!” esclamò Zackaria.
Non abbiamo molto tempo.” aggiunse la dragonessa e l’occhio aveva cominciato a voltarsi per mirare
a loro.
“So perché il mio Dio è qui. Lui cerca me e Tomman. Fa parte del suo piano, quindi tenete questa.”
Zackaria lanciò una fotocamera digitale del 2000 a Cippman.
“Cos’è?” esclamò Cippman che si apprestava a volare con l’Ekryss.
“È un tele-trasportatore, vi servirà per fuggire da qui. A me non occorre, mi so teletrasportare da sola.”
rispose Zackaria.
Detto ciò Cippman e l’Ekryss si lanciarono in volo eseguendo percorsi a zig zag a velocità elevata per
distrarre l’occhio mentre Zackaria si era lanciata di corsa nella foresta per andare a recuperare la
‘chiave universale’ che avrebbe potuto liberare Tomman, sconfiggere il Dio Mostremone e riportare la
pace nella galassia e nell’universo.

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Scena 4: Albicocca-La battaglia contro il Dio Mostremone {è il capitolo ‘finale’ per chi non lo avesse capito. lo.}

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Scena ultima: epilogo: ancora due punti:

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