Do You Buss? (italian version)

 

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Avvertenze

Do You Buss?
Serie di episodi (surreali) ma con una storia di fondo che si potrebbero verificare su un autobus...
Specialmente in estate quando il sole picchia forte!

 

 


Avvertenze:
Non leggete questo book prima di leggere questi punti:

  • Prima di continuare svelo che B.U.S.S. sta per Bus Usati Scontati e Semplici (semplici nel senso pratico; una scatolona di metallo con 4 ruote e un motore).
  • B.U.S.S. è un’azienda che produce autobus…
  • Questo libro è un FPS... anzi un FPB, si insomma un First-Person-Book
  • Se odiate il lieto fine (e così perderò una parte di lettori), perché si questa è una storia a lieto fine.
  • Credete che i bus siano perfetti…
  • Non avete voglia di leggere… (tanto ve ne pentirete)
  • Non siete mai stati su un BUSS: e per BUSS intendo un qualunque autobus (di solito arancione) che gira per la città.
  • Non vi piacciono queste storie, fantastiche, prevalentemente dialogate (le descrizioni lasciano il posto, sovente a dialoghi e azione, ma ci sono… ci sono… ehi dove va… compri questo libro!!).
  • Premetto che le premesse saranno...
  • Questo libro è realizzato in letteratura sperimentale, autore e protagonista interagiranno con dei lettori virtuali per sconfiggere delli allieni.
  • Se sono presenti orrori grammaticali... morfosintattici... andate a PAGARE. Ci sono e ci resteranno e non verranno fixati in una ulteriore release... perché? Letteratura sperimentale: l'autore fa quel che gli pare del suo libro.
  • Questo libro è ambientato in un mondo parallelo, comunque sia ogni riferimento a qualunque cosa (oggetti, piante, cose, persone, animali, eccetera) nella realtà, se presente, è puramente casuale. Lo stesso vale anche per avvenimenti fatti e simili. In nessun modo questo libro vuol essere... offensivo, provocatorio o chi più ne ha più ne metta: è stato creato col solo scopo di intrattenere lettori (forse), divertire (ahahah, a chi lo racconti?).
  • Nel 1500 questo libro non era stato ancora creato ogni creazione simile antecedente ne è sicuramente una copia fasulla.
  • Non prendete alla LETTERA tutto quello che leggerete nei vari capitoli del libro, tranne quello delle avvertenze che vanno prese in seria considerazione.
  • Ma devo mettere davvero tutte queste avvertenze...?

     

 

Do You BUSS?    Trama.


Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
“Do You BUSS?”
È una storia che parla di un ragazzo che vuole fare una corsa di autoveicoli nel deserto di Sara. Chi è Sara e perché il suo nome è dato ad un deserto non importa a nessuno! 
Il perché leggetelo… boh.

Durante la sua avventura, il protagonista, conoscerà tanti amici, personaggi, creature fantastiche che proveranno, a farvi ridere, ma non è detto, seguendo una storia di fondo… molto in fondo.

Attratto dalla possibilità di esprimere un desiderio, alla fine di questa gara su sterrato, Ale (il protagonista) si metterà alla guida di Busso scortato da Lessy e Vigor. Ovviamente il tutto non sarà così facile e ci saranno delle cose (eventi) che lo porteranno a vivere eventi originali in questo mondo fantastico…

Buona fortuna se avete ottenuto questo libro (in qualche modo), in bocca al lupo se avete intenzione di leggerlo…  buona lettura…

 

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Do you BUSS? 1.: Intro.

Do you BUSS? 1.: Intro.


“Do you buss, controllore?”
“Come come” rispose, apparentemente confuso il controllore. Apparentemente. Aveva un espressione del tipo
-ripeti quello che  hai detto e all’80% ti multo-

“Do you buss, controllore?” ripetei al controllore che non aveva capito la frase.
Lui  mi guardò con fare stupito come se avessi esclamato chissà cosa!
“Adesso sono nei guai. Il significato arcano di ciò che ho detto, non può essere svelato ora!”
Per un attimo sembrò spaventarsi, a causa della mia presenza, ripeto, solo per un attimo. Ritornò in sé ed esclamò con sicurezza: “Oh coso costì... Icche la significa codesta espressione?”
Capii dal suo accento che non era in vena di scherzi, ma d’altronde non volevo neanche svelare la mia identità né il significato della fantomatica frase ora, così, di punto in bianco, all’inizio di questa storia. (e anche con questo molti lettori li perdo: un po’ perché sanno di dover leggere parecchio, un po’ perché vanno subito in fondo a vedere cosa significa la frase… ma se vi dicessi che non c’è in fondo?)
Nel frattempo ho anche pensato a cosa rispondere al controllore!
“Francamente è una frase il cui significato va cercato dentro di sé.” dissi con fare filosofico. Ello, il controllore, sembrava più stupito che mai: non mi chiese se avevo il biglietto disse solo: “Prego, caro figliolo, il manicomio è alla prossima fermata resisti.”
A quel punto, mi stupii io, mi aveva preso per matto, ma non lo ero, almeno, non ancora. Purtroppo il controllore con la sua influenza, carisma o quello che è riuscì a convincere i passeggeri che ero pazzo e a catturarmi.
“Non avessi mai esclamato: <<do you buss>>!” pensai, mentre mi venivano legate le mani a uno dei pali che ci sono sul autobus con i lacci delle scarpe dei passeggeri.
Comunque non tutto era perduto, feci appello alla clemenza dei passeggeri e a quella (poca) che aveva il controllore per convincerli a concedermi l’ultimo desiderio.
“Ma che non sia: <<ho diritto ad avere un avvocato>>!”
“Allora…” cercai di guadagnare tempo. Ma tempo per cosa? Ero immobilizzato, la -prossima fermata- non era poi tanto distante, solo un semaforo rosso, un paio di auto guidate da omini anziani che andavano a 2 all’ora (ma non 2 chilometri… 2 metri l’ora).
“Allora…”
“Ti vuoi muovere?” gridò innervosito il controllore
“Un minuto, sto pensando…” gli dissi accennando ad un piccola distrazione, ero soprappensiero. Però lui interruppe subito la mia reticenza, il mio guadagnar tempo con una frase che mi ricorderò per sempre: “Concesso! Ti restano 59 secondi, impiegali bene.”
Non poteva finire così! La mia brillante carriera non era ancora cominciata e dovevo andare in manicomio. Per cui gridai più forte che potevo, con quanto fiato mi restava: “NOOOOOOOOOOO!”

Mi svegliai improvvisamente e capii che era stato solo un brutto sogno.
Lo sapevo che non avrei dovuto mangiare pesante ieri sera. Anche se non penso che sia stato quel Tiramisù a mezzanotte a darmi…
Vabbè!
È probabile che sia stata anche la tensione per il grande evento a cui parteciperò fra qualche giorno: la più grande corsa sullo sterrato, da compiere con qualsiasi mezzo e quasi senza regole, le uniche: <<Non uccidere l’avversario>> e <<Il tuo veicolo deve essere un veicolo appunto, ma non un aereo o qualcosa per teletrasportarsi>>.
Sarà per il fatto che ho scelto un autobus B.U.S.S. per la corsa.
Il primo premio oltre ad una coppa era quello che l’organizzatore avrebbe realizzato un tuo desiderio. Ma solo al primo vincitore. Non che credessi alla storia del desiderio da esprimere, ma mi piaceva provare a correre nel deserto con un insolito veicolo.

La gara nel deserto del Sara (in sintesi) è un evento biennale, tenutosi per la prima volta dieci anni fa.
Descrizione: pista a tappe su sterrato, un giorno un pezzo. L’ultimo pezzo conta più di tutti, quindi non importa se sei arrivato primo nella prima e nella seconda tappa. Il tragitto passa attraverso una strada deserta, nel deserto, accanto a qualche duna (talvolta le dune fungono da dirupo).
Regole: 1.) paga la quota d’iscrizione e prenditi un veicolo. 2.) il veicolo non deve essere un aereo o un congegno del tele-trasporto. Tecnicamente può essere anche un aereo, ma non deve superare i 500km/h, come tutti i veicoli della gara. Può essere una catapulta, ma se durante il lancio superi la velocità sopra-indicata sei squalificato e automaticamente perdi.
Quota d’iscrizione: qualche euro.
Premio: una coppa al vincitore, e eccezionalmente, per la prima volta, la possibilità di esprimere un tuo desiderio.
Nel depliant c’era anche scritto qualcosa accanto sia al desiderio che alla descrizione, a caratteri minuscoli, ma non l’ho mai letto.

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Do You BUSS? 2.: La vendetta

Do You BUSS? 2.:    La vendetta


Premessa: Niente di quello che è citato nel titolo è presente in questo capitolo!

Antefatto.

Correva l’anno, lo stesso di ora, ma qualche mese fa, molto prima della gara, quando mi presentai per la prima volta all’ufficio del direttore B.U.S.S..
“Che strano arredamento!” pensai entrando e vedendo una parte di oggetti moderni che stonavano terribilmente con quelli vecchi esempio; sedie e pareti, piante da appartamento (2), scaffali e pareti. Le sedie erano del tipo -se ti siedi non ti rialzi-. Aspettai in piedi tanto male non faceva. Alle pareti, rosso intenso, c’erano appesi strani quadri stile Ottocento e Seicento raffiguranti bus. Qualche candelabro alle pareti (di quelli elettrici per fortuna). Il lato positivo di tutto: c’era l’aria condizionata!
Ero andato all’ufficio per chiedere quanto costava comprare e/o noleggiare un autobus (non c’erano annunci su -Quattroruote e un motore-). Mentre ero in sala d’aspetto presi da un tavolin… ehm da uno scaffale della gigantesca libreria su una delle pareti presi una rivist… ehm un libro intitolato: “Autobus oggi”. Non che ci fosse molta scelta L’argomento erano sempre e solo i bus.
Sfogliai le prime pagine e iniziai a leggere: 
Ma cos’hanno di tanto speciale a parte l’aria condizionata, lo stereo multisonico, la tv col digitale extraterrestre, la vasca idromassaggio, le poltroncine confortevoli, il computer XYZ e la tecnologia per vedere filmati in 3D, il piano bar? Bè a parte questo sono progettati con un design che gli permette di resiste alle bombe, a colpi di carri armati e a onde ultrasoniche di elevata potenza distruttiva, ha delle sospensioni e delle ruote da far invidia ad un Monster Truck ma non solo. Un bus può viaggiare anche nello spazio se appositamente modificato. Riguardo al consumo: 4metri con mezzo litro di gasolio. Per questo stiamo studiando un mezzo alternativo di alimentazione energetica, come l’energia cinetica prodotta dallo stesso autobus mentre si muove o la luce solare.

Trovai la lettura molto interessante per la conoscenza degli arcani (si fa per dire) segreti dei B.U.S.S. Adesso, a me la società dei B.U.S.S. appariva come una ditta di costruttori un po’ gasati disposti a mentire per vendere. La mattina quando prendevo l’autobus, tutte le meraviglie citate nel libro non c’erano; era già tanto se l’autobus non si fermava dopo cinquanta metri (scherzo, in parte, lo faccio per drammatizzare un po’ di più la situazione).
La migliore tecnologia concentrata in un veicolo, la perfezione è BUSS!” lessi in un paragrafo.

Dopo un po’ che ero in sala d’aspetto, circa un’ora arriva un omino brutto (ma tanto) vestito di nero, con gli occhiali da sole tipo agente segreto, basso, con una gobba e con un auricolare all’orecchio che mi disse: “Salve, il mio nome è Vigor (e si pronuncia Vaigor). Il mio padrone la attende. Mi segua!” massaggiandosi le mani l’un l’altra e con una voce che nascondeva in se qualcosa di malefico, il nome stonava con la sua presentazione. Tutto ciò mi metteva leggermente a disagio.
Insieme entrammo nella stanza del dirigente di B.U.S.S., era realizzata in pietra scura, proprio il tipo di pietra che viene usato per fabbricare i castelli… Non solo, c’era una sola finestra, una feritoia più che una finestra. Alle pareti non c’erano quadri o lampade, ma torce candelabri ragnatele. Peggio della stanza precedente e peggio della mia camera (della quale non credevo esistesse di peggio).
Le pareti sfociavano in un soffitto a volta, anch’esso di pietra, attaccato al quale, pendeva un enorme lampadario, uno di quelli che ti ci vuole il mutuo per comprarlo, bello, in stile antico (forse dell’Ottocento), ricoperto di ragnatele. Per terra, dove le pareti si incrociavano col pavimento c’erano oltre alle ragnatele dei mucchietti di paglia e in alcuni punti, udite udite degli attacchi per delle catene.
Sarà una rievocazione storica.” pensai per tranquillizzarmi. Osservando la scrivania dalla bizzarra forma scoprii che era un sarcofago nero.
“Il padrone dovrebbe arrivare a momenti, se non desidera altro, prendo congedo!” disse quello strano soggetto, allo stesso precedente modo. Mi voltai per vederlo mentre pronunciava la frase, ma era già scomparso. Continuai ad osservare e mi concentrai sulla sedia della scrivania.
Era una sorta di trono nero con lo schienale altissimo, che terminava in due punte ben distinte. 
E a questo punto dovrebbe apparire il padrone di Vigor, Vapor o come si chiamava.” pensai avvicinandomi alla scrivania, ma lentamente.
“Buongiorno, lei dev’essere quello che vuole comprare un bus, giusto?” una voce gelida, ma calma e pacata mi paralizzò per un attimo.
“Come fa a saperlo?” domandai stupito da tale presentazione, ma senza voltarmi, dando del lei.
“Glielo leggo in viso.” rispose sempre la voce calma dietro di me.
“Ma come fa se sono voltato?” chiesi lì lì per correre via.
“Ha notato lo specchio di fronte?”
“Francamente no.”
Passarono alcuni istanti, molti dei quali a pensare: “Come mi poteva essere sfuggito uno specchio alla mia analisi visiva della stanza? Come potevano Coso e il suo padrone apparire e sparire quando meno te lo aspettavi? Come fa a sapere che volevo comprare un bus? Chiederglielo sarebbe servito?
“Senta, lo vuole si o no il bus?” mi domandò con la voce più irritata, distogliendomi dai miei pensieri: “Sembrava che li leggesse.”. 
Mi voltai. Vidi, trasalii, volevo andarmene. Guardai da capo a piedi il tizio dark che mi stava davanti, non era umano. Dei capelli neri e lunghi fino al collo contornavano il suo volto pallido come quello di un cadavere, gli occhi erano neri, profondi, imperscrutabili.
Una sorta di aura oscura circondava questa <<persona>>, un mantello nero simile ad una cappa lo avvolgeva interamente e sembrava che non avesse gli arti superiori. Indossava degli anfibi rinforzati (avevano una specie di parafanghi davanti. Come si possono indossare certe scarpe in estate?) e vedevo anche uno scorcio di pantaloni neri.
Insomma volevo scappare, ma essendo inquietato da quella presenza ed essendo, il tizio, davanti alla porta… ebbi la forza di chiedere: “Quanto mi verrebbe a costare sig…?”
“Sig. Bumbo. Comunque le verrebbe a costare la sua anima.” sorrise malignamente mostrando i suoi canini allungati. Ormai io non lo stavo ascoltando più, trattenevo a stento le risate per quel nome così buffo per un vampiro.
“Mi sta ascoltando si o no?”
“Come no… sig. Bumbo… Ah-ah-ah-ah!”
“Come osi ridere di me?” mi domandò quello in preda all’ira, gesticolando con la mano destra.
“Oso oso, perché hai un nome che non ti s’addice.”
“Scusa, ma Cimbo e Marameo erano già presi.”
No comment.” pensai: “Poi per il bus, come pagamento non le basterebbe che non le mandassi un ispettore edilizio?”
“Di solito dovrei minacciare io… ma a tale condizione ti darò il bus, ma solo per la corsa, e solo ad una contro-condizione.” disse Bumbo con voglia di contrattare: “Il mio fidato Vigor insieme a Lessy verranno con te per assicurarsi che non arrecherai troppi danni alla carrozzeria e che non ruberai il bus.”
“D’accordo, ma prima di tutto ciò, chi è Lessy?” ero un po’ preoccupato.
“Il mio lupacchiotto mannaro. Sai è un buon cane da guardia, certe notti.”
Ero un po' spaventato più che stupito ma: “Ci sto!” dissi pensando: “Tanto peggio di così…
“Bene, so che la gara inizierà fra qualche mese. Torni da noi tre giorni prima e ci troverà tutti pronti.”
“Perfetto, ci vediamo!”
Così è come è cominciato tutto.

Ora devo andare a ritirare il bus. Chissà perché proprio tre giorni prima: “Ce la farò ad arrivare in tempo per la gara?” 
Sono molto preoccupato in questo momento.
“Insomma la gara si svolgerà nel deserto di Sara, è distante da Burnenze!
Comunque mi sono allenato guidando un trattore… andrà bene lo stesso?
Alla gara parteciperanno alcuni campioni storici famosi con veicoli altrettanto famosi, mentre per me è la prima volta!”

Nota per i lettori: Burnenze è un importante città dove c’è l’azienda di BUSS. Altre informazioni su questa città sono irrilevanti ai fini della storia! Grazie della vostra collaborazione e arrivederci!

Volete saperne di più?: una descrizione di Lessy, di Vigor, me, Bumbo sono state sbloccate ne’: <<Contenuti Speciali di Questo Libro>>

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Do You BUSS? 3.: Gli altri concorrenti

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Do You BUSS? 4.: Tre giorni prima della gara

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Do You BUSS? 5.: Prologo della gara

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Do You BUSS? 6.: Antefatto dell’antefatto dell’antefatto…

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Do You BUSS? 7.: Pranzo-cena da re alla corte di un faraone

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Do You BUSS? 8.: La cattura dei ladri e il ritorno in pista

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Do You BUSS? 9.: La gara, il tappeto e l’armadio

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Do You BUSS? 10.: Il sogno di Ale

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Do You BUSS? 11.: Secondo giorno di gara.

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Do You BUSS? 12.: Ale nel mondo dei sogni… di Darkman

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Do You BUSS? 13.: La roccaforte malvagia del mondo dei sogni di Darkman

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Do You BUSS? 14.: L’ultimo giorno di gara

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Do You BUSS? 16.: Lotta finale

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Do You BUSS? 15.: Lotta finale

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Do You BUSS? 16.: ………………………………

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Do You BUSS? 17.: I wanna BUSS for all the people who need a ½ of trasport

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Do You BUSS? 18.: Per non avere 17 capitoli, che porta male

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Do You BUSS? Dedica finale

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Do You BUSS? Contenuti speciali di questo libro

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